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lunedì 18 gennaio - Aggiornato alle 20:30

Frode da 9 milioni con auto importate dalla Germania: 31 indagati

Operazione Easy car delle fiamme gialle: scoperta evasione Iva per 2 milioni con la vendita di 282 vetture

di Chia.Fa.

Fatture false per 9 milioni di euro e un’evasione da circa 2 milioni di euro di Iva con la vendita di 282 autovetture avvenuta tra il 2017 e il 2018. Sono 31 gli indagati a vario titolo per truffa, reati tributari e falso, dell’operazione Easy car della Guardia di Finanza di Foligno che ha scoperto la maxi frode con vetture importate dalla Germania: si tratta di Mercedes, Bmw e Audi, con almeno sei mesi di vita, tanti quanti ne bastano per commercializzare l’usato, e acquistate a prezzi di mercato, che girano tra un minimo di 25 mila euro e un massimo di 50 mila euro, prevalentemente da umbri ignari del mancato versamento dell’Iva. In base a quanto emerge sono anche scattati una serie di sequestri di beni immobili e conti correnti al fine di recuperare l’Iva evasa.

Immatricolazioni tra Palermo e Roma A vendere le auto al consumatore erano due società con autosaloni del comprensorio di Foligno, con altrettanti rappresentanti legali incensurati. Nelle sedi delle società a fine 2018 è scattato il blitz degli uomini del capitano Antonio Auriemma che hanno avviato le indagini, coordinate dalla procura di Spoleto, titolare del fascicolo il pm Vincenzo Ferrigno, dopo aver notato che le auto venivano vendute e acquistate da soggetti del territorio, ma l’immatricolazione era registrata attraverso agenzie di pratiche auto delle province di Palermo, Matera, Roma e Napoli, coi titolari che sono tutti stati iscritti nel registro degli indagati.

Maxi frode con società cartiera Da qui il sequestro della documentazione custodita nei due autosaloni da cui sono emerse le ripetute cessioni delle auto acquistate dalla Germania e importate in Italia attraverso numerose società cartiere. I passaggi, come sempre con queste modalità di truffa, servono a eludere i controlli delle autorità, mentre lo scopo finale è vendere le macchine tedesche ai clienti senza mai versare l’Iva. Nell’ambito delle indagini delle fiamme gialle sono anche emersi una serie di documenti risultati falsi, ma depositati alle Motorizzazioni civili da alcuni degli indagati al fine di dimostrare che sulle automobili le imposte del caso erano state pagate.

Evasione Iva Per quanto riguarda i clienti, invece, nessuno di loro è naturalmente iscritto nel registro degli indagati, dato che hanno acquistato le auto a prezzi di mercato ed erano ignari del mancato versamento dell’Iva. In ogni caso, a loro è stato sequestrato il libretto di circolazione, con la Motorizzazione di riferimento che ha provveduto a emettere un duplicato in cui è segnato che sull’auto non è avvenuto il versamento dell’imposta, ma per gli acquirenti non c’è nessuna ripercussione.

@chilodice

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