venerdì 24 novembre - Aggiornato alle 12:27

Soldi pubblici, prosciolti in quattro per associazione a delinquere e truffa

Ministero indotto in errore? Secondo il gup Lidia Brutti il «fatto non sussiste». Prescritto il reato di falso in scrittura privata

Prosciolte, perché il fatto non sussiste, quattro persone accusate dalla Procura di Perugia di aver «indotto in errore il ministero del Lavoro e delle politiche sociali» procurandosi un «ingiusto profitto» per «progetti formativi che in realtà non venivano tenuti». Il reato contestato riguardava l’associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. La decisione è stata presa dal gup Lidia Brutti che nei confronti dei quattro imputati ha disposto il «non luogo a procedere» per il reato di falso in scrittura privata dichiarando l’intervenuta prescrizione (i fatti sarebbero stati commessi tra il 2007 e il 2009). Gli imputati sono difesi dagli avvocati Nicola di Mario, Luca Brunelli, Sesto Santucci, Susanna Caponi e Monia Ciliegi.

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