lunedì 18 febbraio - Aggiornato alle 03:52

Foligno, preside nega la benedizione della scuola durante le lezioni: «Me lo impone la legge»

La scuola di Sterpete

di Chia.Fa.
Twitter @chilodice

Ha negato la benedizione pasquale della scuola durante l’orario delle lezioni ed è scoppiato un putiferio. È successo a Foligno, precisamente nella piccola frazione di Sterpete, dove la dirigente scolastica della scuola elementare, Simona Lazzari, non ha autorizzato fratel Gabriele Faraghini della parrocchia di San Egidio di Borroni, a praticare il rito religioso.

Negata la benedizione alla scuola Lo stop della preside si è consumato nei giorni  scorsi ma soltanto domenica, durante le messe celebrate a Borroni e Sterpete fratel Faranghini da una parte e fratel Leonardo De Mola dall’altra, entrambi della congregazione religiosa dei piccoli fratelli di Jesus Caritas, della famiglia spirituale di Charles de Foucauld, hanno voluto informare i fedeli dell’accaduto, suscitando tra i banchi delle due chiese perplessità e anche un po’ di indignazione. Sentimenti che poi si sono riversati su Facebook, dove la vicenda è stata postata da un cittadino, anche se tra i commenti in diversi non hanno mancato di difendere la laicità della Repubblica.

La prima volta In particolare fratel De Mola, contattato da Rgu ha raccontato: «Come ogni anno abbiamo chiesto di poter entrare a scuola ma ci è stato detto di no abbiamo quindi deciso di spiegare l’accaduto ai parrocchiani che sono venuti a messa. È la prima volta che accade una cosa del genere in quella scuola, mentre a Borroni non abbiamo avuto nessun problema». Un caso analogo, ricorda il religioso, è avvenuto tempo addietro alla scuola Carducci ma qui i genitori, a maggioranza, chiesero al dirigente scolastico di tornare sui suoi passi e così fu.

La preside Contattata da Umbria24.it la dirigente Lazzari ha spiegato: «In riferimento alla notizia relativa al divieto di effettuare la benedizione pasquale all’interno della scuola da me diretta, si precisa che la mia indicazione contraria è riferita allo svolgimento di tale attività all’interno dell’orario scolastico, così come prescrive il testo unico in materia di istruzione, (Dl 297/1994, art 311) che vieta atti di culto in orario scolastico nelle classi e sezioni in cui sono presenti alunni che non si avvalgono dell’ insegnamento della religione cattolica. La mia indicazione contraria dunque è stata in risposta all’unica proposta che mi è pervenuta sullo svolgimento del rito così come era tradizione fare nella scuola, cioè durante le lezioni. Tuttavia, sulla base delle esigenze delle famiglie è possibile effettuare tale rito al di fuori dell’ orario scolastico nel rispetto dei diritti di tutti e di ciascuno. Questa comunicazione è stata data ai genitori oggi stesso con circolare formale. Ho già provveduto ad organizzare tale momento, se le famiglie esprimeranno la richiesta, al termine delle lezioni, contattando io stessa i parroci per prendere accordi. Sottolineo come sia nello stile educativo dell’istituto accogliere le esigenze dell’utenza e rispettare il contesto del territorio e le sue tradizioni trovando soluzioni organizzative rispettose della legge ma flessibili. Inoltre la collaborazione con le parrocchie è da sempre un tratto distintivo di questa comunità scolastica e uno stile che come dirigente e come educatore promuovo quotidianamente. Inoltre siamo chiamati a far crescere una scuola laica, radicata nel territorio ma anche in grado di accogliere e integrare tutte le diversità, al di là di polemiche sterili e fuorvianti».

11 risposte a “Foligno, preside nega la benedizione della scuola durante le lezioni: «Me lo impone la legge»”

  1. mariosi ha detto:

    La legge evidentemente si fa carico della presenza durante le lezioni di alunni di diversa formazione religiosa ed anche di coloro le cui famiglie non hanno optato per l’insegnamento della religione.
    Mi sembra una decisione di buon senso:nessuna nega la posibilita’ di benedire le case,che come e noto si riferisce ai testi sacri,xche con essa ricordano il passaggio dell’angelo sterminatore che salvo’ solo le abitazioni segnate dai fedeli.Nulla vieta di farlo al di fuori dell’ora di lezione.

  2. io ha detto:

    mi sembra giusto, i cattolici si faranno benedire a casa loro

  3. fausto ha detto:

    A me invece sembra una scelta di debolezza e di paura, mi sbaglierò…

  4. Silverxy1965 ha detto:

    Sì, certo, come no, “è giusto”…
    Provate ad andare “a casa d’altri” e a fare altrettanto…
    Auguri!
    Mah… roba da matti.
    ————————

    Per inciso: io non sono credente; ma non è questo il punto.
    Il punto è un altro; ma non perdo neanche tempo a spiegarvelo, tanto disfattisti(e) e autolesionisti(e) come siete, non capireste.
    Saluti.

    • Nicholas ha detto:

      Altrochè, mannaggia, “eccheccacchio”…
      …è un piacere leggere le sue opinioni, ma non c’è bisogno che le spieghi perchè.

      PER INCISO
      Credo che a pranzo mi faccio due spaghetti

    • Silverxy1965 ha detto:

      Ah, bene: hai digerito?
      Io, invece, credo proprio che stasera mi farò una bella bistecca con una montagna di patatine, per dirla alla Tex Willer.

  5. zakmck ha detto:

    Fossi io la preside, non avrei problemi ad ospitare la benedizione in aula magna, dicendo di andare a chi vuole veramente farlo.

    Però chiederei ai preti di versare alla scuola una donazione. Sia per il disturbo, sia a titolo di risarcimento per tutti i soldi che il Vaticano sottrae alla scuola della Repubblica, fregandosi l’8×1000, anche la quota di chi lo lascia allo stato, nonché i finanziamenti pubblici e incostituzionali alla scuole confessionali, mascherate da paritarie.

  6. Fabio Pyp Savastano ha detto:

    La scuola PUBBLICA, in quanto tale, è LAICA ! Chi vuole la benedizione pasquale, la vada a prendere in chiesa, o dove cavolo gli pare. Se pure fossero stati tutti chirichetti devoti in classe, questo non autorizza in alcun modo l’interruzione delle lezioni per un’attività che nulla a che vedere con la didattica. Ribadisco, se tanto vi sta a cuore la benedizione, andatevela a prendere in chiesa, ma lasciate stare la LAICITA’ delle istituzioni.
    E già che ci siete, smettetela di rompere con sta storia degli extracomunitari di altre religioni… siete ridicoli !

  7. Giovanni D'Avanzo ha detto:

    decisione giustissima, se dovessimo applicare la parità a tutte le religioni di fare benedizioni, non si farebbe piu lezione, come prevede la LEGGE che molti invocano invece solo quando si tratta di inforcare

  8. DivinaKanza ha detto:

    se vuoi la benedizione vai in chiesa, a scuola si studia.

  9. Andrea F. ha detto:

    Basta che le stesse persone che dicono questo poi non siano a favore del matrimonio fra omosessuali, visto che non è previsto dalla costituzione ed è contro la legge. E lo dico da non cattolico.

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