mercoledì 24 ottobre - Aggiornato alle 07:26

Finti poveri per prendere l’assegno sociale e false dichiarazioni Isee: 20 nei guai a Perugia

Smascherata una coppia che veniva in Italia solo a prendere l’assegno e un robivecchi che si fingeva nullatenente

Incassavano l’assegno sociale dell’Inps senza averne diritto o fruivano indebitamente di “prestazioni sociali agevolate”: per questo motivo 20 persone sono state denunciate dai finanzieri del comando provinciale di Perugia nell’ambito degli accertamenti finalizzati a verificare il corretto utilizzo del denaro pubblico. I reati ipotizzati sono falso o indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. Contestualmente, agli Enti erogatori è stata richiesta la revoca del beneficio concesso e il recupero delle somme indebitamente percepite, che ammontano a oltre 160 mila euro.

In Italia solo per l’assegno Tra i casi più eclatanti, quelli concernenti gli assegni sociali, la cui erogazione a beneficio di cittadini comunitari e non, per un ammontare pari a 450 euro mensili, è subordinata, come noto, oltre che allo stato di povertà e al compimento di 65 anni di età, al soggiorno nel territorio italiano per almeno 11 mesi. La Tenenza di Assisi, infatti, ha individuato due coniugi di origine albanese, formalmente residenti in Italia, che per ben 5 anni hanno continuato a percepire l’assegno sociale pur vivendo stabilmente nel proprio paese d’origine. Non solo: i finanzieri hanno accertato che i due cittadini sono saltuariamente rientrati in Italia unicamente allo scopo di beneficiare gratuitamente di visite sanitarie specialistiche.

Evasore finto povero La gdf di Perugia ha smascherato invece un cittadino perugino, beneficiario da anni dell’assegno sociale che, in realtà, aveva un reddito ben al di sopra della soglia di povertà dalla propria attività di recupero materiali ferrosi, per la quale non aveva mai presentato alcuna dichiarazione.

Isee al setaccio Più in generale, le Fiamme gialle hanno effettuato nei mesi scorsi numerosi controlli, tra l’altro, nel campo delle cosiddette “prestazioni sociali agevolate”, esaminando le dichiarazioni Isee presentate dai contribuenti, specie quelli che denunciavano un disagio economico, per ottenere agevolazioni sul pagamento delle rette scolastiche, asili nido, scuola bus e contributi per la locazione di immobili. In numerosi casi sono emerse dichiarazioni mendaci, dove si ometteva di indicare parte di patrimoni o redditi per poter rientrare nella fascia reddituale che permettesse di accedere al beneficio.

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