domenica 26 maggio - Aggiornato alle 01:29

Finanziamenti facili in Bps, 23 scagionati dalle accuse: «C’erano garanzie adeguate»

Gip Fortunati archivia su richiesta del pm Iannarone, regolari anche i 31 mln a Finsud

Tribunale di Spoleto

di Chiara Fabrizi

Inchiesta sui finanziamenti facili in Banca Popolare di Spoleto, ventitré scagionati dalle accuse. Sono tre le operazioni per le quali il sostituto procuratore Gennaro Iannarone ha richiesto e ottenuto dal gip Federica Fortunati l’archiviazione delle contestazioni avanzate dalla procura della Repubblica tra il 2012 e il 2013 a carico di imprenditori, ex consiglieri di amministrazioni e manager dell’istituto di credito umbro ma di cui resta un unico procedimento a carico di cinque persone che si aprirà ad aprile.

Inchiesta sui finanziamenti facili Il più consistente è quello di 31 milioni concesso alla Finsud srl di Antonio Sarni «inizialmente ritenuto penalmente illecito in quanto sintomatico della gestione delle risorse finanziarie di Bps» ma poi completamente rivisto in base alle garanzie finanziarie fornite: «Il finanziamento – si legge nell’ordinanza – è risultato sufficientemente garantito dai titoli di Stato concessi da Finsud a Bps, oltreché da altri titoli azionari e ipoteche su due centri commerciali, tanto che l’operazione è andata a buon fine ed è stata confermata anche dalla gestione commissariale». Analoghi riscontri hanno portato all’archiviazione anche per l’apertura di credito da 750 mila euro concessa a Gam Property di Alessio Monaldi: «Bps aveva concesso il finanziamento – è scritto nelle carte – per riscattare un bene immobile detenuto in leasing al fine di poterlo rivendere a una grossa catena di supermercati che ha poi effettivamente acquistato lo stabile permettendo così alla società di estinguere il finanziamento».

I 180 mila euro di Antonini L’altra accusa di appropriazione indebita caduta è relativa ai 180 mila euro di emolumenti erogati dall’istituto di credito a Giovannino Antonini a titolo di emolumenti e poi depositati dallo stesso in Bps a garanzia dell’operazione di anticipazione di credito di medesimo valore autorizzata in favore della Baronci costruzioni: «La vicenda non appare facilmente inquadrabile come appropriazione indebita perché la somma in questione era solo formalmente nelle disponibilità di Bps, in quanto giacente in un conto dell’istituto, ma comunque di pertinenza di Antonini in favore del quale il Cda si ritiene abbia deliberato in buona fede la restituzione della somma».

I nomi Il gip Fortunati ha scagionato dall’accusa per appropriazione indebita in relazione alle tre operazioni: Antonini, Marco Bietta, Alfredo Calistroni, Francesco Magnini, Giuliano Mora, Marcello Siena, Alessandro Monaldi, Alessandro Laganà, Cosimo De Rosa, Emilio Quartucci, Mauro Conticini, Francesco Tuccari, Antonio Di Matteo, Antonio Sarni, Nazzareno D’Atanasio, Michelangelo Zuccari, Mario Benotti, Marco Carbonari, Gabriele Chiocci, Valentino Conti, Michele Di Gianni, Claudio Umbrico, Aldo Amoni.

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