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Esposto del Wwf contro il Deltaplano di Castelluccio. Alemanno: «Atto senza fondamento»

Presenzini contro la struttura per i ristoranti terremotati: «Ricorso pure in Corte dei Conti, al Tar e Bruxelles». Pasqua infuriato: «Stanchi e feriti, non vi vogliamo a Castelluccio»

Deltaplano di Castelluccio il 28 maggio 2018

di Chia. Fa.

Un esposto contro la costruzione del Deltaplano di Castelluccio di Norcia, destinato alla delocalizzazione di ristoranti sconquassati dal sisma, è stato presentato dal Wwf di Perugia alla procura della Repubblica di Spoleto, sollecitata anche a richiedere il sequestro del cantiere, come già fatto e ottenuto per il Centro Boeri e Casa Ancarano, su cui si è aperto il processo a carico del sindaco Nicola Alemanno e altri due. Ed è proprio il primo cittadino che, venerdì mattina, ha definito l’esposto del Wwf «un atto senza alcun fondamento e il paradosso – ha detto – è che si chiede una garanzia fidejussoria legata al fatto che la struttura venga smontata una volta terminata la ricostruzione. Ma questo è già previsto nella legge che ne permette la costruzione». Reazione durissima, invece, quelle di Roberto Pasqua, presidente della comunanza agraria, che ha parlato di «ennesimo gesto di totale noncuranza vero gli abitanti di Castelluccio, che sono sdegnati», per poi avvertire il Wwf: «Non siete ospiti graditi a Castelluccio, in nessuna stagione dell’anno».

DELTAPLANO PIù PICCOLO E SENZA PARCHEGGIO
PROCIV, AVANTI COL CANTIERE 
DELTAPLANO: IL PROGETTO

Deltaplano anche al Tar e alla Corte dei Conti A rendere noto l’esposto è stato direttamente il presidente provinciale dell’associazione, Sauro Presenzini, che nei giorni scorsi aveva chiesto garanzie sulla temporaneità della struttura: «Abbiamo conferito incarico all’avvocato Valeria Passeri di agire in tutte le sedi, con ogni mezzo e in ogni modo, per bloccare l’ecomostro che distruggerà per sempre l’ottava meraviglia del mondo, chiedendo l’immediato e urgente sequestro penale del cantiere». Non solo. Presenzini ha annunciato pure di avere depositato ricorso al Tar dell’Umbria e alla Corte dei conti per verificare «eventuali danni erariali da imputare ai funzionari responsabili dell’opera. Abbiamo provveduto a inviare l’intero fascicolo anche alla Commissione della Comunità europea – ha annunciato Presenzini – chiedendo di aprire una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia per il presunto impiego di fondi europei su opere che, ad oggi, sono state giudicate abusive».

Wwf: «Chieste invano garanzie» Presenzini ha spiegato di essere arrivato a questa decisione «dopo avere inutilmente atteso le rassicurazioni scritte, da parte della politica e della Protezione civile circa la certezza dello smantellamento dell’ecomostro. Senza una fidejussione che tuteli il paesaggio, prevedendo il ripristino dello stato dei luoghi « altro non è rimasto che ricorrere alla giustizia penale, ipotizzando a carico di ignoti, numerose violazioni di legge, abuso ed eccesso di potere, errata interpretazioni delle norme, abuso edilizio, deturpamento e distruzione di bellezze naturali, danno ambientale e numerose altre ipotesi ora al vaglio della magistratura».

Differente da Centro Boeri e Casa Ancarano Va detto che, a differenza dei cantieri di Casa Ancarano e del Centro Boeri, autorizzati con decreto del sindaco, quindi con le procedure di emergenza, il Deltaplano è stato sottoposto all’iter del caso, sfociato prima in prescrizioni ministeriali, che ne hanno ridotto le dimensioni ed eliminato il parcheggio, e poi in autorizzazioni. Ma ora la procura, anche sulla scorta dell’esposto del Wwf, avvierà tutti gli accertamenti del caso per verificare la correttezza delle procedure.

Pasqua: «Non vi presentate a Castelluccio, non siete graditi» L’iniziativa di Presenzini, comunque, ha fatto infuriare Pasqua della comunanza agraria, castellucciano doc e una delle voci della comunità dopo il sisma: «Siamo stanchi e stremati, feriti nel profondo, nonostante siamo uomini di montagna e abbiamo una resistenza incredibile. Dopo che con estrema fatica si è arrivati a ottenere tutte le autorizzazioni necessarie per il progetto di delocalizzazione delle attività, non avremmo mai pensato che si potesse arrivare a offendere profondamente la collettività intera in ginocchio. Siamo indignati da un comportamento riprovevole, tenuto ad oltranza, sui diversi social network improntato in notizie false sull’assurda realizzazione del progetto in mezzo alla Piana, dando adito ad ampia confusione e alla totale incertezza sulla realtà dei fatti, con una strumentalizzazione ripugnante. Per questo, vi comunichiamo a nome di tutta la comunità che siete associazioni e persone sgradite alla frazione. La vostra presenza non è gradita sul territorio in tutte le stagioni dell’anno. Il nostro è un invito a voi, associazioni promotrici di tali iniziative, a non venire a visitare Castelluccio».

@chilodice

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