venerdì 19 luglio - Aggiornato alle 10:46

Esposto M5s sul cementificio di Spoleto: sindacati infuriati, due interrogazioni e allarme in città

Europarlamentari chiedono verifiche in procura sull’incenerimento del Css che non è autorizzato nel sito

La cementeria di Spoleto (foto Fabrizi)

di C.F.

Il cementificio di Spoleto al centro di un esposto del M5s sui «rischi ambientali e sanitari per i cittadini prodotti dal coincenerimento di rifiuti e sui rischi di perdita di resistenza meccanica dello stesso cemento prodotto». Crea allarme tra la popolazione, agita i lavoratori e innesca un paio di interrogazioni al sindaco Umberto De Augustinis, l’iniziativa degli europarlamentari Laura Agea e Piernicola Pedicini che, nei giorni scorsi, hanno reso noto di aver inviato la denuncia alla procura di Spoleto per «appurare se le emissioni prodotte dal cementificio di Spoleto (ex Cementir ora Italcementi, ndr) siano dannose per l’ambiente e per la popolazione ed eventualmente adottare misure cautelari per i responsabili e il sequestro degli impianti».

Esposto M5s Il documento integrale inviato a palazzo Martorelli-Orsini non è noto, ma dal M5s confermano che è stato depositato «diverso tempo fa», risulta perfino nel giugno scorso, e da allora non risultano sviluppi giudiziari. Sempre dal M5s si apprende che quello inviato alla procura di Spoleto «è un esposto fotocopia di altri depositati negli uffici giudiziari competenti per altri cementifici del paese, sempre al fine di appurare che non venga incenerito Css all’interno dei siti produttivi». Spoleto non è autorizzata a bruciare Css e per questo la denuncia degli europarlamentari Agea e Pedicini crea particolare preoccupazione tra la popolazione residente nella zona, oltreché agitare i lavoratori alle prese con un futuro incerto.

Sindacati infuriati A intervenire sulla denuncia del M5s, infatti, sono stati i segretari sindacali di Fillea-Cgil e Filca-Cisl, Cristian Benedetti ed Emanuele Petrini, che con una nota hanno definitivo l’intervento di Agea Pedicini «improvvisato e fuori dalla realtà, fatto di una serie di notizie infondate, assolutamente lontane dalla realtà, che rischiano tra l’altro di produrre solo danni ai lavoratori e alla città di Spoleto». In questo senso i sindacalisti ricordato che i suoi lavoratori vivono una condizione di incertezza legata al futuro dello stabilimento, mentre l’acquisizione da parte del Gruppo Italcementi del sito di Spoleto ha prodotto altri interrogativi, tanto che ora gli operai hanno bisogno di certezze e impegni reali, esattamente il contrario di quanto si produce con prese di posizione estemporanee, fatte solo per acquisire un po’ di visibilità». 

Due interrogazioni La denuncia del M5s ha innescato anche due distinte interrogazioni al sindaco Umberto De Augustinis. Alleanza civica e Spoleto popolare di Maria Elena Bececco con l’atto ispettivo chiedono «un chiarimento immediato sulla vicenda denunciata che rischia di mettere in allarme la popolazione e di mettere in crisi la sopravvivenza dello stabilimento stesso: su argomenti così delicati ci si aspetta un approccio più meditato, a meno che lo scopo non sia un po’ di visibilità in vista delle europee di primavera». Il Pd, invece, dopo aver definito «grave l’esposto in procura», accusa il M5s di «gettare più di un’ombra sull’azienda, generando il sospetto nei residenti di pericoli per la salute senza essere supportate da dati verificabili e ben circostanziati, così da evitare il procurato allarme: con l’interrogazione chiederemo al sindaco se era a conoscenza dell’esposto e se lo condivide». 

 

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