Currently set to Index
Currently set to Follow
domenica 29 gennaio - Aggiornato alle 17:00

Esplosione di Gubbio: tutti rinviati a giudizio per omicidio doloso

Il gup accoglie in toto le richieste del pm sul rogo nel laboratorio costato la vita ai lavoratori Samuel 19 anni ed Elisabetta 52 anni. Processo in Corte d’Assise

©Fabrizio Troccoli

di Chiara Fabrizi

Tutti rinviati a giudizio per tutti i reati, a cominciare dal più grave: l’omicidio doloso. Il gup Angela Avila ha disposto il processo per i cinque imputati considerati dal pm Gemma Miliani responsabili a vario titolo dell’esplosione del laboratorio di Gubbio, in cui hanno perso la vita Samuel Cuffaro, 19 anni, ed Elisabetta D’Innocenti, 52 anni, che lavoravano nell’opificio in cui si produceva cannabis light, mentre un ragazzo minorenne è rimasto gravemente ferito.

Tutti rinviati a giudizio Il processo sarà celebrato davanti alla Corte d’Assise di Perugia e si aprirà il 20 aprile a carico di Alessandro Rossi, 33 anni, legale rappresentante di Greenvest e Green genetics; Gabriele Muratori, 29 anni, legale rappresentante Green genetics; Maria Gloria Muratori, 25 anni, legale rappresentante della Greenvest; Luciano Rossi, 35 anni, considerato socio occulto e gestore di fatto di entrambe le società; e Giorgio Mosca, 43 anni, proprietario dell’immobile in cui si è verificata l’esplosione, anche lui considerato socio occulto e gestore di fatto di entrambe le società.

La tesi dell’accusa Loro dovranno difendersi a varito titolo anche dall’accusa di lesioni dolose gravissime e gravi, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, perché, è la ricostruzione della Procura di Perugia, i cinque sarebbero stati consapevoli della potenzialità lesiva del pentano sia per come veniva stoccato nel laboratorio di località Canne Greche (Gubbio) che per come veniva utilizzato, ovvero con lavatrici a ultrasuoni che si surriscaldano e per questo non avrebbero potuto essere impiegate con una sostanza infiammabile come il pentano.  Per il pm, inoltre, gli imputati erano anche a conoscenza dell’assenza di specifiche competenze scientifiche o di una pregressa esperienza similare in capo all’inventore della tecnica, ovvero Alessandro Rossi.

La famiglia di Samuel A commentare la pronuncia del giudice è l’avvocato Ubaldo Minelli, che rappresenta i genitori di Samuel presenti in aula al momento della decisione: «Come legale sono pienamente soddisfatto. Certo – ha aggiunto – la mamma e il papà non riavranno il proprio figlio, ma  partecipando al processo per accertare la verità e avere giustizia a Samuel possiamo dire che anche loro sono soddisfatti per l’esito di questa prima fase processuale».

Difese Non passa davanti al gup Avila, dunque, la tesi dalle difese, rappresentate dagli avvocati Monica Bisio, Luca Maori e Gervasio Paolo Cicoria, secondo cui il reato più grave di omicidio doloso avrebbe dovuto essere derubricato in omicidio colposo. «Non siamo d’accordo con l’impostazione del gup e siamo attoniti, perché il precedente, rappresentato dal più grave rogo Thyssenkrupp a Torino, la Cassazione ha chiarito che gli incidenti mortali sul lavoro vanno sempre considerati come omicidio colposo», ha detto l’avvocato Luca Maori che difende Mosca, aggiungendo: «Per quanto riguarda Mosca riteniamo di aver già dimostrato che non era un socio di fatto delle società, ma soltanto il proprietario dell’immobile in cui è avvenuta l’esplosione, tanto che nelle fasi iniziali era stato considerato parte offesa».

Sgalla: «Sindacati si uniscano per sicurezza sul lavoro» A poche ore dalla pronuncia del gup i genitori di Samuel, Fiorella e Gaetano, hanno partecipato alla 14esimo congresso regionale della Cgil e durante la sua relazione, il segretario uscente Vincenzo Sgalla ha detto: «Questa mattina qui con noi ci sono il papà e la mamma di Samuel, il giovane morto insieme ad Elisabetta nell’esplosione di Gubbio di due anni fa. Li ringrazio per la loro presenza, sono qui anche per ricordarci che questa è la nostra priorità. Dopo quella tragedia abbiamo scioperato in Umbria, gridato la nostra rabbia. Ma concretamente poco è stato fatto da allora ad oggi. Per questo, approfittando della presenza oggi di tutti i soggetti sociali, in particolare vorrei dire ai colleghi di Cisl e Uil: rilanciamo l’unità sindacale partendo da questo obiettivo fondamentale. Mettiamoci al lavoro insieme da subito per aprire una grande vertenza sulla sicurezza nei luoghi di lavoro in Umbria e diamo continuità a quello sciopero generale, cercando concretamente di debellare questa piaga».

I commenti sono chiusi.