martedì 23 luglio - Aggiornato alle 17:39

Elemosiniere Papa ridà la luce, da Assisi: col portafogli degli altri? ‘Non sappia la destra quel che fa la sinistra’

Padre Enzo Fortunato risponde a quanti accusano il cardinale di non avere pagato arretrati bolletta: «E ora arrestateci tutti»

Il Papa con i frati di Assisi (Foto F.Troccoli)

di Maurizio Troccoli

Continua a tenere banco il caso dell’elemosiniere del Papa che ha riattaccato la luce, presumibilmente violando i sigilli, agli inquilini che occupano lo stabile, per disperazione, a Roma, a due passi da Santa Croce. Il girono dopo, dai quotidiani, ai tg, ai dibattiti si schierano i fronti opposti: da un lato chi invoca la disobbedienza civile: «Ci sono oltre cento bambini, ha fatto bene», e dall’altro chi invoca il rispetto delle regole: «E allora gli altri poveri che invece le bollette le pagano?». Di posizioni se ne sono succedute diverse, c’è persino chi è arrivato a sostenere che un criterio giusto sarebbe estendere il welfare fino a garantire a tutti un minimo di corrente elettrica e di acqua indispensabile alla sopravvivenza, senza che si paghi. Mentre sono state fragorose le prese di posizione di chi ha accusato il cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere del Papa, di «avere riallacciato la luce con il portafogli degli altri», ovvero dei contribuenti.

Padre Enzo Fortunato-©Fabrizio Troccoli

Parla padre Enzo Fortunato Dell’elemosiniere del Papa è stato scritto che, in occasione della sua nomina, da parte di Papa Francesco, oltre all’incarico gli fu affidato un messaggio: «Liberati dell’ingombrante scrivania, non ti servirà. C’è la strada da percorrere». A sua difesa è sceso anche il Sacro Convento di Assisi, con la voce del responsabile della sala stampa, padre Enzo Fortunato che, a chi ha parlato di gesto illegale ha risposto: «Se è illegale quello che ha fatto Krajewski compiendo un gesto di umanità dettato dal cuore e da quanto dice il Vangelo, allora arrestateci tutti». Ma interpellato da Umbria24 sulle accuse mosse al cardinale di avere compiuto quel gesto senza mettere mano al ‘portafogli’ della chiesa, padre Enzo ha risposto: «L’ha compiuto con cuore fraterno. Strumentalizzare un gesto di carità fraterna non può far parte della dignità dell’uomo». E’ stato incalzato il frate di Assisi: qualcuno potrebbe dirvi che tenuto conto dei tanti eventi che realizzate perchè non pensarne uno che raccolga i fondi per pagare quella bolletta di oltre 300 mila euro? E lui: «Noi diamo la disponibilità su tutto. Assicuro che ogni giorno, e durante l’anno sono tantissime le richieste, andiamo incontro ai tanti bisogni che ci vengono segnalati. Senza però fare rumore. E senza suonare trombe». Il richiamo al passo evangelico è evidente: ‘Non sappia la tua destra quel che fa la sinistra’. Chissà come andrà realmente a finire la vicenda di quella bolletta ‘sospesa’.

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