venerdì 19 aprile - Aggiornato alle 16:28

E45 chiusa per il viadotto, imprenditori: «Presto i lavori, rischio isolamento». Marini: «Soldi ci sono»

Primi disagi dopo il sequestro della magistratura del ponte. Confcommercio: «Preoccupati per i tempi». Anas: una relazione alla procura su possibile riapertura

Un pilone del viadotto Puleto

«Gli imprenditori umbri, e non solo quelli della Valtiberina naturalmente più coinvolti, sono molto preoccupati per la situazione di incertezza che si è creata a seguito della chiusura della E45. Ora è strategico il fattore tempo: bisogna risolvere questa situazione nel minor tempo possibile». Sono Confcommercio e Confindustria a farsi portavoce del grave disagio causato dall’interruzione del traffico lungo la superstrada che collega la regione con il Nord Italia per il sequestro da parte della magistratura del viadotto Puleto, nel tratto toscano. E anche la presidente Catiuscia Marini invita a fare presto i lavori quanto prima perché i soldi per intervenire ci sono già.

Indagini e lavori Intanto, sul fronte investigativo per ora l’indagine della procura di Arezzo è contro ignoti. Di certo, sullo sfondo c’è l’Anas, responsabile dell’infrastruttura. La stessa Anas ha comunicato, dopo il sequestro, che i lavori sul viadotto Puleto erano stati già programmati e si stava iniziando a operare dalla base dei pilastri. Nei prossimi giorni i tecnici dovrebbero consegnare una relazione alla procura su cui si farà il punto su una possibile riapertura del ponte.

Imprenditori: «Rischio isolamento» «Non discutiamo la necessità di mettere in sicurezza il viadotto ora sotto sequestro – afferma Confcommercio -. La sicurezza è prerequisito fondamentale, come ci insegnano le tragiche recenti esperienze Ciò che preoccupa gli imprenditori, ma anche i cittadini umbri sono semmai le modalità e i tempi di riapertura, in assenza di alternative che rendano i disagi umanamente ed economicamente sopportabili». «La vicenda della E45 – aggiunge Federalberghi Umbria – riporta pesantemente l’attenzione sull’isolamento storico dell’Umbria e sulla condizione delle sue infrastrutture, che rallentano lo sviluppo anche da un punto di vista turistico».

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Confindustria: «Enorme problema» Anche Confindustria Umbria esprime forte preoccupazione. «La E45 – sottolinea Cristiano Ludovici, presidente della Sezione Alta Valle del Tevere – rappresenta un’importante arteria di comunicazione per l’Umbria e in particolare per il territorio altotiberino. La sua interruzione – aggiunge Ludovici – crea un enorme problema al sistema economico locale, aggravato dal fatto che non esistono alternative infrastrutturali congrue, se non la vecchia SS3 bis e dal permanere della chiusura della statale 73 di Bocca Trabaria». Il contratto di programma dell’Anas 2016-2020 prevede, sul tratto Civitavecchia-Orte, investimenti complessivi per un miliardo e mezzo. «Per evitare il ripetersi di situazioni che possono mettere a rischio la sicurezza dei cittadini e danneggiare il tessuto economico – conclude Ludovici – auspichiamo che possano essere accelerate le procedure di appalto e di spesa in modo da intervenire più rapidamente possibile. Più che mai in questa fase, istituzioni, corpi intermedi e comunità devono impegnarsi in una stretta collaborazione con l’obiettivo comune di ripristinare un’infrastruttura moderna e sicura».

Marini: «Agire, soldi ci sono» La presidente Marini a Rai Radio1 ha ricordato come «siamo in presenza di un’opera pubblica che ha nel bilancio pluriennale dello Stato le risorse per aprire i cantieri. Quindi si aprano e si facciano gli interventi». La Regione, ha aggiunto «ha difeso l’idea di utilizzare le risorse stanziate dal Governo per fare le operazioni manutenzione straordinaria. E nel tratto umbro il Compartimento Anas li sta realizzando. Mi aspetto che analogamente questo possa avvenire negli altri tratti della E45. Questo perché «uno dei problemi della E45, secondo Marini è «che ognuno agisce sul tratto di sua competenza. Quindi sulla E45 il compartimento Anas per l’Umbria (cui devo dare atto del lavoro importante fatto in questi anni), quello di Firenze per il pezzo oggetto della chiusura, l’Emilia Romagna per i tratti prima della Romea e infine il Veneto». Sulla possibilità che la E45 venga trasformata in autostrada, invece, la presidente ha definito l’operazione «complicata».

Bacchetta: «Preoccupazione» Una situazione critica che «necessita del contributo e impegno massimo di tutti i soggetti istituzionali competenti, a partire da Anas e Ministero, per cercare di dare quanto prima risposte concrete in termini di sicurezza e fruibilità ad un’arteria viaria vitale per le comunità locali e per tutti i territori che attraversa».  E’ quanto dichiarato dal sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta. «Comprendo – aggiunge – le preoccupazioni dei sindaci della Valtiberina Toscana e della Valle del Savio che proprio in queste ore hanno manifestato le preoccupazioni e i disagi dei cittadini per questa situazione di emergenza che coinvolge tutti, ribadendo il pieno appoggio al lavoro che sta conducendo la magistratura».

Centrosinistra: «Scongiurare isolamento» «La Giunta regionale attivi tutte le possibili iniziative volte a gestire il superamento della grave situazione emergenziale creatasi sull’arteria della E45 per scongiurare l’isolamento della nostra regione che penalizzerebbe pesantemente le imprese umbre già costrette a far fronte alle problematiche di una ripresa sempre più difficile da perseguire». I capigruppo della maggioranza in Consiglio regionale, Gianfranco Chiacchieroni (Pd), Silvano Rometti (Socialisti) e Attilio Solinas (misto Mdp), annunciano la presentazione di una mozione, rimarcando che «la E45 è una delle arterie stradali più importanti dopo l’Autostrada del Sole per il passaggio soprattutto dei mezzi pesanti» e che «la circolazione dei mezzi che transitano in Umbria è di fatto fortemente penalizzata. Tale circostanza crea notevoli disagi a tutto il sistema produttivo regionale». Per Chiacchieroni, Rometti e Solinas «la chiusura della E45 determina anche un vero e proprio isolamento per i cittadini che vivono nelle zone limitrofe al tratto chiuso, essendo anche la vecchia statale interrotta da anni per gravi danni alla carreggiata».

Prisco: «Servono interventi» «In Umbria ci sono almeno cento opere tra viadotti, ponti e gallerie che necessitano di interventi; il governo consegni i milioni di euro impegnati nella posta di bilancio nel più breve tempo possibile così da aumentare la sicurezza delle nostre strade partendo prima con i lavori». Lo ha dichiarato il parlamentare di FdI, Emanuele Prisco, il quale nei mesi scorsi aveva presentato alla Camera un ordine del giorno, approvato, riguardante le «misure volte a potenziare e a sostenere la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture». «Successivamente in legge di bilancio il Governo ha assegnato circa 35 milioni alla nostra regione». In Italia – conclude il parlamentare – sono state monitorate 5.931 opere a rischio, tra queste ce ne sono 1.918 considerate di ‘priorità 1’ che necessitano di interventi urgenti».

Pd Umbria: «Soldi stanziati» «Quello che più sconcerta è che la chiusura del viadotto ‘Puleto’ dell’E45 sia stata disposta a seguito della segnalazione di un comune cittadino (cercatore di tartufi) e non dall’ente preposto al controllo e alle ispezioni periodiche». Così, in una nota, Letizia Michelini, della segreteria regionale Dem, che ha aggiunto: «Il ministro Delrio, nel 2015, ha autorizzato sul bilancio pluriennale dello Stato 1,6 miliardi per lavori strutturali sulla E45 riguardanti manutenzione straordinaria del fondo stradale, barriere di sicurezza e messa in sicurezza ponti e viadotti. Nel tratto umbro sono stati già effettuati lavori per circa 80 milioni di euro ed è proprio grazie a quello stanziamento che oggi ci auguriamo sia scongiurato il rischio di chiusura dei tratti umbri dell’E45 dove insistono viadotti. Come Pd chiediamo a tutti i rappresentanti politici del nostro territorio, di qualunque parte politica, di utilizzare ogni strumento utile per attenzionare al ministero delle infrastrutture e dei trasporti la grave situazione che si è venuta a creare, per insistere affinché si trovino le risorse necessarie per un intervento strutturale e definitivo di messa in sicurezza e affinché Anas faccia la sua parte anche nel tratto toscano-emiliano dell’E45, che da decenni è oggetto di continue interruzioni a causa dei lavori».

Lega: «Punire responsabili» «L’Alta valle del Tevere è isolata. Di fatto, il sequestro del viadotto Puleto recide l’unica facile via di comunicazione in direzione nord e nello stesso tempo impedisce al traffico proveniente dal Nord di venire in Umbria»: lo sottolineano i consiglieri regionali della Lega, Valerio Mancini e Emanuele Fiorini. «I cittadini devono sapere – afferma Mancini – dove sono le responsabilità, perché non si tratta di sfortuna ma di cattiva programmazione degli amministratori regionali e della dirigenza Anas, che non ha vigilato né garantito manutenzioni adeguate. C’è voluto un cercatore di tartufi – continua – per segnalare quello che cittadini e forze politiche come la Lega hanno rilevato da anni, denunciando sperperi di denaro e disservizi a tutta la cittadinanza. La Regione Umbria si costituisca parte civile nei confronti di Anas o di altri responsabili della gestione stradale».

Squarta: «Dare risposte» «Sono trascorsi ben quattro mesi da quando l’Assemblea legislativa dell’Umbria, votando all’unanimità una mozione di cui ero primo firmatario, ha chiesto alla Giunta regionale di ‘acquisire tutta la documentazione necessaria e i dati ufficiali relativi alle condizioni strutturali delle infrastrutture stradali umbre nonché di quelle gestite dalla società Anas presenti nel territorio regionale’. Il sequestro conferma che quella richiesta era più che motivata». Lo afferma il consigliere regionale Marco Squarta, portavoce del centrodestra. «Il degrado delle opere viarie – rileva ancora Squarta – non conosce confini e potrebbe non fermarsi al limitare del territorio toscano. Dobbiamo dare risposte alle domande che in questi giorni gli automobilisti umbri si stanno ponendo».

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