giovedì 23 novembre - Aggiornato alle 18:03

Droga e furti poi l’emergenza terremoto, capitano Belilli lascia Spoleto: «Qui gente ancora genuina»

Dopo tre anni l’ufficiale 31enne va a comandare la Compagnia di Civitavecchia: «Non c’è sentore di infiltrazioni criminali, ma consumo stupefacenti è trasversale»

Il capitano Marco Belilli

di Chiara Fabrizi

«Lascio un territorio sano e di belle speranze, con un tessuto sociale genuino, dove non c’è nemmeno sentore dell’infiltrazione di organizzazioni criminali, fronte su cui comunque resta alta la guardia dell’Arma, proprio per evitare che permeino anche in queste zone, fatte soprattutto di gente perbene».

Capitano Belilli lascia Spoleto Così il capitano Marco Belilli, 31 anni, gli ultimi tre trascorsi a comandare la Compagnia dei carabinieri di Spoleto, che nel 2015 ha assorbito anche quella di Norcia, tornata recentemente Compagnia dopo la parentesi della Tenenza. Un territorio particolarmente vasto che un anno fa ha fatto i conti con la furia della terra, che tra Norcia, Cascia e Preci ha sconquassato case, imprese e beni culturali: «Durante l’emergenza terremoto tutti abbiamo fatto davvero tanto, i carabinieri sono stati in prima linea fin dai secondi immediatamente successivi alla violenta scossa del 24 agosto e a quella terribile del 30 ottobre. L’Arma è tuttora impegnata in Valnerina anche con l’arrivo degli uomini della Linea mobile che – ha detto Belilli – hanno contribuito a evitare fenomeni di sciacallaggio nelle nostre zone rosse».

Segnalazioni dei cittadini strategiche Il capitano prenderà servizio nei prossimi giorni al vertice della Compagnia di Civitavecchia: «Questi tre anni a Spoleto sono indimenticabili ma sono passati in fretta, segno che abbiamo lavorato tanto, peraltro cercando di perseguire un obiettivo fondamentale, far sì che l’Arma fosse ancor più vicina ai cittadini». Gli stessi che Belilli ha voluto ringraziare, sollecitandoli ancora a segnalare con tempestività movimenti sospetti «perché – ha detto – non possiamo tenere un carabiniere sotto ogni palazzo, ma l’aiuto dei residenti è strategico, tanto che molte volte le chiamate al 112 ci hanno permesso di prevenire la commissione di reati e in alcuni casi anche di eseguire arresti in flagranza di reato, specie per furti e truffe, che anche qui sono un fenomeno indirizzato soprattutto alle fasce più deboli».

«Droga consumo trasversale» Se la criminalità organizzata non penetra tra la Valnerina e lo Spoletino, diverso è il fenomeno dello spaccio e del consumo di droga: «E’ stata la nostra principale attività operativa e abbiamo ottenuto risultati brillanti, come i 30 chili di hashish sequestrati a Ponte San Giovanni, o le tredici ordinanze di custodia cautelare del 2015. Purtroppo il consumo di droga esiste e interessa una fascia di popolazione trasversale, sia per età che per ceti sociali». Al comando della Compagnia di Spoleto si insedierà nelle prossime ore il tenente Aniello Falco, 28 anni: «Nel ringraziare tutti i sindaci del territorio, ma anche tutte le istituzioni, a cominciare dalla procura con cui abbiamo lavorato fianco a fianco, auguro al tenente Falco per questo nuovo e importante incarico, certo che saprà interpretarlo al meglio».

@chilodice

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