mercoledì 17 luglio - Aggiornato alle 06:25

Droga a Terni, 10mila euro al giorno e un libro mastro: «Si va a correre domattina?»

Dalle 62 pagine di ordinanza del gip nuovi particolari nell’operazione Toner: tra gli arrestati anche un agente di polizia

di Massimo Colonna

Un giro d’affari che poteva fruttare fino a 10mila euro al giorno, sotto le feste di Natale. Questi i conti degli inquirenti, visti anche i circa quaranta chilogrammi di sostanza stupefacente sequestrata, tra hashish, cocaina e marijuana, nell’ambito dell’operazione ‘Toner’ che ha portato a 19 arresti. «Stroncata la più grande organizzazione di spaccio nella provincia di Terni», spiegano il comandante provinciale dei carabinieri, Davide Rossi, il comandante del Nucleo investigativo Giuseppe Nardò e il comandante del comando di Terni, Piero Pacetti. Dalle 62 pagine di ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari Natalia Giubilei, emergono altri particolari dell’indagine, portata avanti anche tramite intercettazioni ambientali e telefoniche.

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Due gruppi Gli inquirenti individuano due gruppi di ‘lavoro’ unitisi poi per condividere i guadagni dello spaccio. Il primo è quello capeggiato da Mohamed Mojmil, che secondo la ricostruzione avrebbe tenuto i contatti per il rifornimento della droga dall’estero. Su Terni invece la rete di spacciatori era tenuta da Sandro Broccucci, titolare del negozio di ricarica toner di Borgo Rivo, utilizzato come base di appoggio per lo stupefacente. Secondo i carabinieri loro due sono da considerarsi «direttori ed organizzatori del gruppo». Un lavoro molto renumerativo: anche in considerazione dei quasi 40 chilogrammi di droga sequestrati, gli inquirenti conteggiano che l’organizzazione riusciva a muovere qualcosa come 10mila euro al giorno nei periodi migliori, ossia sotto le feste, con un minimo comunque di 5mila euro.

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Le misure e le motivazioni Il gip ha definito la misura del carcere per 14 persone, ritenendo che «misure meno afflittive non possono considerarsi un deterrente valido»: Maurizio Allegretti, Yassine Boujida, Abdelmoneim Boulzalmat, Sandro Broccucci, Abdelhakim El Felhi, Daniele Fiori, Manuel Fiori, Mirko Fiorini, Ismail Jamghili, Abdelkrim Kabbouri, El Habib Lakrad (detto Aziz), Mohamed Mojmil, Marco Pellerucci e Mohamed Sellaji. Gli arresti domiciliari invece, per via «del minore apporto collaborativo con l’associazione», sono stati definiti per cinque persone: Pierluigi Borgonovo, Roberto Genova (agente di polizia al lavoro su Roma),  Fahoum Lahcem, Touria Maatia, Fathia Mojmil.

Le intercettazioni Dai brogliacci degli inquirenti emergono anche alcuni stralci di intercettazioni telefoniche. «Andiamo a correre domani mattina? Allora mi preparo, tu porta con te quel massaggio», spiega al telefono uno dei coinvolti: l’incontro, secondo i carabinieri, profila una cessione di stupefacente. Qualcuno a un certo punto invece nota che il negozio è sempre assediato dai clienti e si dice preoccupato perché la cosa potrebbe provocare sospetti, perché i clienti «anche quando lo stupefacente non c’è, restano lì davanti ad aspettare». «Ma poi se mettono a sede, ma se non ce l’ho che se mettono a fa lì a aspettà, se mettono lì a sede e aspettano che arrivi, capito?».

Il libro mastro Dalle indagini emerge anche la presenza di un ‘libro mastro’, un quaderno in cui l’organizzazione appuntava dare e avere. «Sto a preprà tutto io – spiega uno degli arrestati – è tutto segnato quello che deve pijà. Nessuno me deve dì quello che vole, tanto lo so io. Mo te porti via tutto da qua dentro, bilancia, tutto quanto, me lasci solo lu quaderno».

Gli interrogatori Da giovedì via agli interrogatori di garanzia dopo gli arresti: gli arrestati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Francesco Mattiangeli, Massimo Proietti e Manlio Morcella.

@tulhaidetto  

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