sabato 25 maggio - Aggiornato alle 15:09

Dodicenne aggredita da coetaneo, vicepreside: «Non credo abbia preso di mira il crocefisso»

Un'aula dell'Alberghiero di Spoleto (foto archivio Fabrizi)

di Massimo Colonna e Chiara Fabrizi
Twitter @tulhaidetto e @chilodice

«Non penso che il bambino abbia preso di mira il crocefisso». Così la vicepreside della scuola media frequentata dal dodicenne di origine senegalese che giovedì all’uscita dall’istituto ha aggredito una coetanea italiana perché, è stata invece la ricostruzione fornita venerdì pomeriggio dai carabinieri e dalla madre della bimba, indossava il crocifisso.

Vicepreside «Non facciamolo diventare un caso – ha spiegato la vicepreside sabato mattina all’entrata degli studenti – perché non penso che ci siano motivi religiosi dietro quel bisticcio. Il ragazzo non parla italiano, è arrivato da pochi giorni in questa scuola e deve ambientarsi. Nei giorni scorsi l’ho visto anche abbracciare una insegnante che porta sempre il crocefisso al collo, lo racconto per ribadire che non è quello il suo problema, lui cerca solo affetto».

Studenti La stessa versione della vicepreside, sostenuta anche dalla preside, viene confermata da alcuni studenti all’ingresso della scuola che raccontano anche di un bimbo particolarmente gracile, che in italiano riesce a dire solo ciao, affidandosi ai gesti per tutte le altre interazioni con i compagni e i docenti. Di fronte ai cancelli gli studenti riferiscono che in generale nella scuola, che conta circa 600 iscritti, non si sono mai registrati episodi a sfondo religioso.

Mamma della bimba in caserma Nella mattinata di sabato al comando provinciale dei carabinieri di Terni è tornata anche la madre della bimba vittima dell’aggressione. La donna è stata nuovamente sentita dai militari a cui sono state affidate le indagini sul delicato caso, il bimbo non è comunque imputabile a causa della giovanissima età.

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