lunedì 5 dicembre - Aggiornato alle 01:22

Dodicenne aggredita a Terni, la preside: «Religione non c’entra, bimbo neanche parla italiano»

I banchi di una classe
I banchi di una classe

di Massimo Colonna
Twitter @tulhaidetto

«Non credo sia una tragedia nazionale. Credo anzi sia un episodio che esula dai motivi religiosi. Un fatto grave, ma che non può adesso servire per creare un mostro». A prendere la parola sull’aggressione ai danni di una bambina di 12 anni, avvenuta da parte di un coetaneo senegalese a Terni, è la dirigente scolastica dell’istituto di cui fanno parte la bambina e il bambino protagonisti dell’aggressione, avvenuta fuori dai cancelli della scuola media. «Togliti quel crocefisso» avrebbe detto il bambino alla coetanea secondo il racconto fatto ai carabinieri.

Fatto grave «La scuola non può avere responsabilità – prosegue – visto che il fatto è avvenuto fuori. Però certo è un fatto grave, che però secondo me è riconducibile più ad un problema di integrazione del bambino che a motivi religiosi. Nei giorni scorsi il ragazzo aveva già litigato con la stessa bambina. Forse non si sono capiti su qualcosa, forse sono semplici dinamiche tra ragazzi. E in questo forse abbiamo sbagliato anche noi, che dovevamo vigilare di più. Poi questa incomprensione è finita alle mani. E questo ovviamente è grave. Ma non ne facciamo una tragedia nazionale».

Non parla italiano «Del fatto del crocefisso – prosegue la dirigente – ha parlato solo la mamma della bimba, che è stata di fatto l’unica testimone dell’accaduto. Io ci ho parlato, ho parlato anche con i genitori del ragazzo, che ha iniziato qui in classe il 27 aprile scorso. Viene dal Senegal, dove viveva con i nonni, e con il ricongiungimento è arrivato in Italia. Non parla nemmeno italiano, per questo credo sia difficile integrarsi per lui. I genitori li conosco, sono integrati e sono in Italia da tantissimo tempo. Anche la loro figlia viene qui a scuola con noi».

Twitter @tulhaidetto