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mercoledì 28 settembre - Aggiornato alle 02:52

Dissesto di Terni, Comune perde la guerra da 12,5 milioni contro Unicredit

Sulle anticipazioni di tesoreria la Corte dei Conti riconosce all’ente solo 370 mila euro per parte degli interessi

Palazzo Spada sede del Comune di Terni (foto Rosati)

di Chiara Fabrizi

Il Comune di Terni ha perso la guerra legale contro Unicredit per recuperare 12,5 milioni di euro versati a titolo di anticipazione di tesoreria. Sì, perché la Corte dei Conti ha dato ragione all’istituto di credito, limitandosi a riconoscere a Palazzo Spada soltanto gli interessi pagati alla banca per il servizio reso dopo la dichiarazione di dissesto del primo marzo 2018, ovvero 370 mila euro.

Dissesto di Terni, Unicredit batte Comune Unicredit Nelle 18 pagine di sentenza, infatti, il collegio (presidente Pier Carlo Floreani) ha respinto la tesi del Comune di Terni secondo cui le anticipazioni di tesoreria contratte dallo stesso ente e non ancora restituite alla banca al 31 dicembre 2017 non avrebbero dovuto essere pagate all’istituto di credito, come avvenuto, bensì acquisite alla massa attiva della gestione liquidatoria, finendo quindi nella gestione dell’organismo straordinario di liquidazione (osl).

Anticipazioni di tesoreria andavano pagate Una ricostruzione bocciata dalla Corte dei Conti secondo cui, in caso di dissesto dichiarato dopo il 2017, le anticipazioni di tesoreria non rimborsate al 31 dicembre di quello stesso anno non possono ricadere nel perimetro delle attribuzioni dell’Osl e questo perché dal primo gennaio 2018 è entrata in vigore una modifica del Tuel che pone fuori dalle competenze dello stesso Osl proprio le anticipazioni di tesoreria. Ergo: la banca chiedendo e ottenendo dal Comune di Terni la restituzione dei 12,5 milioni di euro si è mossa nel perimetro della legge.

Comune recupera parte degli interessi I giudici contabili, invece, hanno accolto parzialmente la tesi con cui Palazzo Spada chiedeva anche la restituzione di quasi 640 mila di interessi e 532 mila euro per successivi ratei maturati. Sì, perché la Corte dei Conti ha riconosciuto all’ente la sola quota di interessi conteggiati dalla banca dopo il primo marzo 2018, ovvero una volta avvenuta la dichiarazione di dissesto, che in sentenza vengono quantificati in 370 mila euro. Cifra, questa, che Unicredit dovrà restituire al Comune di Terni.

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