domenica 16 giugno - Aggiornato alle 05:45

Disboscavano zone vincolate in Valnerina: cinque indagati e multa da 190 mila euro

Procura chiude indagine dei forestali: tagliavano piante a raso a Sant’Anatolia. Accusati anche di tentata truffa all’Europa

Forestale

di Chiara Fabrizi

Disboscavano aree sottoposte a vincolo paesaggistico: maxi multa da 190 mila euro. Il sostituto procuratore Patrizia Mattei ha chiuso le indagini per reati ambientali e falso in atto pubblico a carico di cinque persone, tra imprenditori agricoli e tecnici, accusati di aver tagliato a raso ed estirpato le ceppaie in varie zone del comune di Sant’Anatolia di Narco. A carico degli imprenditori agricoli è scattata anche la contestazione di tentata truffa aggravata per aver presentato in Regione una richiesta di contributo per fondi europei. Contestate un’ottantina di violazioni amministrazioni, con relativa maxi sanzione.

Disboscavano zone vincolate Le indagini dei carabinieri forestali sono iniziate nell’autunno 2015 e si sono subito rivelate particolarmente complesse a causa delle zone scelte per il taglio a raso delle piante, vietatissimo e consentito solo per motivi fitosanitari. Tra le località I Campetti, Campolungo, e Case San Pietro il disboscamento sarebbe avvenuto a macchia di leopardo, costringendo gli inquirenti a rilevazioni complesse per localizzare le aree, tutte indicate con fogli e particelle. Anche per questo al momento l’estensione complessiva di bosco eliminato non è nota, così come non viene indicata una stima di massima. Il disboscamento, comunque, ha toccato anche località Casaccia dove sono stati compiuti anche interventi di natura edilizia, come l’installazione di fontanili e recinzioni: l’ipotesi dei carabinieri forestali è che sia stato eliminato bosco per far spazio agli animali, nonostante il forte impatto paesaggistico del taglio a raso, vietatissimo e consentito solo per motivi fitosanitari, oltreché pericoloso sotto il profilo idrogeologico e devastante per la fauna che perde il suo habitat.

Cinque indagati e maxi multa Gli imprenditori agricoli coinvolti nell’inchiesta, arrivata a conclusione in questi giorni, viene contestata anche la tentata truffa aggravata per aver presentato in Regione una richiesta di accesso a contributi del Piano di sviluppo rurale per migliorie alla proprietà fondiaria, con un progetto da circa 150 mila euro, di cui la metà avrebbero dovuto arrivare dall’Europa. Con le indagini dei carabinieri forestali la pratica è stata subito segnalata in Regione, fermata e i contributi mai erogati. Oltre alle contestazioni di natura penale, si sommano quelle amministrative: un’ottantina le violazioni segnate dagli inquirenti, che sono valse quasi 190 mila euro di multa.

@chilodice

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