martedì 22 ottobre - Aggiornato alle 01:54

Droga dal Marocco fino alle piazze di Terni: venti arresti, maxi sequestri

Inchiesta della Dda di Perugia che contesta l’associazione a delinquere, in cella ternani e marocchini: ecco l’ordinanza del gip Le intercettazioni

di Massimo Colonna

Venti arresti e cinque denunce per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio. Smantellata a Terni una banda di pusher che secondo gli inquirenti tra il 2017 e il 2018 ha smerciato in città e nei dintorni qualsiasi tipo di droga, compresa la cocaina.

Dal Marocco a Terni Secondo gli inquirenti, con le indagini dei carabinieri di Terni coordinati dalla direzione distrettuale antimafia di Perugia, il gruppo era riuscito a organizzare l’intera filiera, dal rifornimento della droga fino allo spaccio al dettaglio: durante le indagini sono stati sequestrati 35 kg di hashish, 500 grami di cocaina e altrettanti di marijuana, oltre 10 mila euro in contanti. La droga proveniva dal Marocco, transitava in Spagna in particolare nascosta in camion e poi raggiungeva Roma e Terni, ma è stata intercettata e sequestrata dai militari impegnati nell’operazione denominata ‘Toner’, che prende dall’attività di un negozio di rigenerazione toner di Borgo Rivo, considerata la base della banda di pusher.

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Arresti Quattordici le ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite dai militari dell’Arma, che hanno accompagnato in carcere ternani e marocchini, alcuni reclusi a Spoleto e altri a vocabolo Sabbione. Per altri cinque sono scattati gli arresti domiciliari, mentre al registro degli indagati sono iscritte altre sei persone per le quali non sono state disposte misure cautelari. La nuova vasta operazione antidroga arriva a pochi giorni dalle quattordici condanne di primo grado del tribunale di Terni per l’Operazione Montana del marzo 2018.

L’ordinanza Nelle 62 pagine di ordinanza sottoscritte dal giudice per le indagini preliminari Natalia Giubilei emergono i particolari dell’organizzazione criminale, che i carabinieri del comandante provinciale Davide Rossi in conferenza stampa hanno definito «ben strutturata». Il gruppo infatti poteva contare su diversi livelli di operatività: due erano i capi che gestivano il traffico (uno, di origine marocchina, che aveva rapporti con la Spagna e il Marocco per il rifornimento, l’altro ternano con diversi legali con il territorio), poi una prima tornata di pusher che rivendevano non direttamente agli assuntori, ma ad un’altra catena di spacciatori. Poi ecco i consumatori, tra cui, i carabinieri hanno individuato anche dei liberi professionisti ternani. La droga non era nascosta soltanto all’interno del negozio, ma anche nel garage di uno dei denunciati, che per questo ‘servizio’ percepiva un compenso dai vertici dell’organizzazione.

@tulhaidetto

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