sabato 15 dicembre - Aggiornato alle 12:46

Depredano supermercato a ripetizione: minori, minacce e vomito sulle maniglie. Arrestato clan

Assediati dai furti, spaventati dai ricatti: i dipendenti sono disarmati. Mentre 3 donne dettano legge con ogni forma di aggressività

Un supermercato

Dopo una lunga attività investigativa, i poliziotti di Assisi hanno smantellato un sodalizio criminale dedito al compimento di furti pluriaggravati ripetuti in un grande magazzino di Bastia Umbra. Sono nove in totale i denunciati alla Procura della Repubblica del tribunale, componenti di un nucleo familiare allargato e stabilmente conviventi, segnalati al tribunale per i minorenni anche due minori, non imputabili. L’indagine si è avviata a seguito delle numerose chiamate al 113 e dei relativi interventi delle Volanti per i furti lamentati dalla attività commerciale e si è sviluppata prevalentemente con il supporto dell’analisi della videosorveglianza.

La cronaca Questa complessa attività ha dapprima individuato l’intera dinamica di 14 episodi di furto, poi, con i tradizionali strumenti investigativi, ha permesso ai poliziotti di individuare i protagonisti. La pluralità dei furti commessi – scrive la polizia in una nota -, l’utilizzo di minori, le minacce e le condotte intimidatorie usate contro i dipendenti, talvolta impotenti o intimoriti, ne hanno evidenziato la loro forte pericolosità sociale. Il gip ha quindi emanato tre ordini di custodia cautelare, da scontare ai domiciliari, per le tre figure più importanti del clan, che dovranno rispondere dei reati di furto pluriaggravato dalla circostanza di essere stato commesso con destrezza, da tre o più persone e avvalendosi di minorenni.

Ricostruzione Si tratta di tre donne, rispettivamente di 37, 30 e 21 anni, tutte legate da stretti vincoli con il capofamiglia, essendone la convivente, la nuora e la figlia, già note alle forze dell’ordine per i loro numerosi precedenti penali. La 37enne dovrà rispondere anche del reato di minaccia grave e di aver commesso i furti in violazione delle prescrizioni imposte con la misura della sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno alla quale era sottoposta come quella ‘di vivere onestamente’, di ‘rispettare le leggi’ e di ‘non associarsi abitualmente alle persone che hanno subito condanne’. La 30enne dovrà rispondere dell’aggravante di aver commesso i furti durante il periodo in cui era ammessa ad una misura alternativa alla detenzione in carcere, durante il permesso di assentarsi ‘per provvedere alle esigenze di vita propria e della prole’. Le condotte di furto, come rivelate dalle stesse immagini visionate, sono caratterizzate dalla particolare destrezzanel nascondere la merce. Gli adulti si avvalevano dei minori per sfruttarne la loro non imputabilità e la loro più spiccata agilità e dinamicità nell’operare. In alcune occasioni, i minori prelevavano la merce e la posizionavano vicino all’ingresso così, una volta oltrepassata la barriera delle casse, prendevano quanto già asportato per poi fuggire via. Una di loro si è servita persino della carrozzina con all’interno il proprio figlio neonato per nascondere oggetti rubati. Più spesso i minori ben collaboravano con eguale destrezza a fornire uno scudo di protezione agli adulti mentre nascondevano la merce all’interno delle proprie borse personali o addosso, oppure più semplicemente facevano da sentinella. Gli indagati, superavano indenni le casse, favoriti dal fatto che sceglievano prodotti non protetti dal sistema di antitaccheggio, senza pagare nulla, a volte, per destare meno sospetti, si limitavano a pagare merci di piccolo costo. Il grande magazzino era diventato per gli indagati un luogo dove potersi muovere liberamente e indisturbati, anche grazie alle condotte intimidatorie attuate nei confronti dei dipendenti, talvolta terrorizzati dalle minacce ricevute. Diversi anche gli atti vandalici ai loro danni: residui di vomito e sporcizia trovati sulle maniglie e sui cofani delle proprie auto parcheggiate nelle aree antistanti il negozio; in qualche caso sono state danneggiate scaraventandovi un carrello della spesa. In un’occasione, mentre i minori venivano bloccati nell’esercizio commerciale perché stavano commettendo un furto, gli adulti della famiglia si sono presentati minacciosamente fuori dal negozio. Proseguirà l’attività di vigilanza per verificare se, con l’operazione di polizia giudiziaria, si siano concluse le continue depredazioni in danno della attività commerciale.

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