sabato 8 agosto - Aggiornato alle 05:53

Dentix presenta richiesta di concordato: «Riaprire le cliniche e completare le cure»

La catena ha tre studi in Umbria a Perugia, Terni e Foligno. Il fondatore: «Crisi acuita dal lockdown»

La clinica di Perugia dopo l'apertura

Riaprire le cliniche in sicurezza, completare le cure rimaste a metà, ristrutturare il debito e trovare gli accordi con creditori, dipendenti e collaboratori. Sono questi gli obbiettivi del concordato preventivo in continuità presentato da Dentix Italia al Tribunale di Milano; una mossa attraverso la quale si vuol far sì che l’attività aziendale non venga meno. La società, parte di quella catena fondata nel 2001 a Madrid da Angel Lorenzo Muriel, conta 325 cliniche (tre in Umbria a Perugia, Terni e Foligno) e 6.500 dipendenti. Per Muriel quella del concordato è «la scelta migliore per tutelare i diritti e gli interessi di tutte le parti coinvolte». Il problema, per i clienti, è capire quando gli studi riusciranno a riaprire dato che sono molte le persone che devono completare le cure e che si trovano quindi in notevole difficoltà. Quel che è certo è che il piano sarà presentato nel temine stabilito dal Tribunale, e comunque entro un massimo di sei mesi.

Crisi e lockdown Come tutto il resto del paese, le cliniche hanno abbassato le saracinesche durante il lockdown, «una situazione eccezionale e del tutto imprevista – spiega la società in una nota – che ha acuito in maniera improvvisa alcune difficoltà finanziarie già esistenti». Una crisi che, «già palesatasi nell’imminenza del lockdown, si è estremamente aggravata a causa della chiusura imposta dalle norme per il contenimento dell’epidemia». Il ramo italiano della Dentix è stato costituito nel 2014 e attualmente conta 56 cliniche odontoiatriche su tutto il territorio nazionale, con un organico di 420 dipendenti, 56 direttori sanitari e 229 medici. «Abbiamo lavorato e riflettuto su diverse ipotesi per tornare all’operatività in Italia nel miglior modo possibile – sostiene Muriel – senza venire meno agli impegni che ci siamo assunti. Quella del concordato preventivo in continuità è la scelta migliore per tutelare gli interessi di tutti: in primis i nostri pazienti, i dipendenti, i creditori e la società». In attesa di novità, le associazioni dei consumatori invitano i clienti a rivolgersi alle loro sedi in Umbria per ottenere supporto e assistenza.

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