venerdì 6 dicembre - Aggiornato alle 12:46

Terremoto, incostituzionale declassamento Regioni, Corte: «Per ricostruzione serve intesa»

Accolto il ricorso di Umbria e Marche contro il decreto Genova nella parte in cui introduceva il parere. Salvi gli effetti degli atti del commissario

Soccorsi a Norcia la mattina del 30 ottobre 2016 ©Fabrizio Troccoli

di Chia.Fa.

«Illegittimità costituzionale del decreto Genova convertito in legge nella parte in cui prevede che le ordinanze del commissario straordinario sono adottate sentiti i presidente delle Regioni» colpite dal terremoto del Centro Italia «anziché previa intesa con gli stessi». Analoga decisione per quanto riguarda «le priorità degli interventi stabiliti dal commissario straordinario sentiti i vicecommissari (i governatori, ndr) anziché previa intesa».

«Serve intesa Stato-Regioni» Questa la sentenza 246 della Corte Costituzionale che ha accolto i ricorsi presentati dalla Regione Umbria e Marche sul provvedimento con cui l’allora governo Lega e M5s tentò di «esautorare» dalla partita della ricostruzione i quattro presidenti di Regione, all’epoca tutti di centrosinistra. La revoca dell’intesa venne contestata anche dal sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, allarmato per l’accentramento implicito ed innescò un botta e risposta tra il senatore Stefano Lucidi (M5s) e l’ex capogruppo Pd in consiglio regionale, Gianfranco Chiacchieroni. Con la stessa decisione, in considerazione dell’esigenza di continuità dell’azione del commissario straordinario, la Corte ha fatto salvi gli effetti utili dell’azione amministrativa già posta in essere per la situazione emergenziale dal commissario straordinario con i pareri invece che con l’intesa. La ricostruzione dei territori colpiti da terremoto rientra nelle materie della “protezione civile” e del “governo del territorio”, che appartengono alla competenza legislativa concorrente dello Stato e delle Regioni. In questo senso lo Stato, nel regolare tale ricostruzione, non può prescindere dalla preventiva intesa con i presidenti delle Regioni interessate ed è costituzionalmente illegittima la norma che invece dell’intesa richiede un semplice parere.

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