sabato 8 agosto - Aggiornato alle 04:50

Dai ‘gradoni’ a ‘la gabbia’, la movida alcolica e rissosa dei giovani ternani

Sangue nelle piazze, i testimoni: «È normale, è così ogni week-end». Covid-19 ignorato: ragazzi e adulti ammassati senza mascherine

 

di M. R.

La mascherina non è nemmeno abbassata sotto il mento o appesa al braccio, il sabato sera a Terni, gli assembramenti fra giovani sono all’ordine del giorno e ci si passa il bicchiere, la bottiglia, la sigaretta o la canna, come se il Covid-19 non fosse mai esistito o fosse un male già debellato. Questa la prima osservazione passeggiando di notte per le vie del centro, dove giovani e meno giovani si ritrovano per bere, conversare, in qualche locale anche ballare in spazi estremamente ristretti. Passano le ore, l’alcool, e in qualche caso la droga, fa effetto e a rimettere ordine ci pensano polizia e finanza dopo un primo intervento del personale della security che stacca dal lavoro con la maglia di servizio imbrattata di sangue. «Ragazzi ma che è successo di sopra in piazzetta?» «Hanno fatto a botte, è normale. È sempre così». La spiegazione è più agghiacciante dell’episodio in sé. Più di uno in verità.

Movida a Terni Gelosie, malintesi, conti in sospeso per droga, alcol e stupefacenti in circolo alimentano focolai litigiosi in diversi punti della città, soprattutto quelli frequentati da giovanissimi adolescenti. Sabato scorso tra mezza notte e le due si sono registrati almeno quattro scontri fisici, gruppetti rissosi tra piazza dell’Olmo e la ‘gabbia’ (così è definito una porzione di ringhiera che delimita il parco la Passeggiata), mentre una fiumana di ragazzini staziona ai ‘gradoni’, le aiuole di Largo Filippo Micheli, dal quale arrivano zaffate di hashish e sigarette. All’ingresso del parco La Passeggiata un ragazzo con la macchina in sosta intrattiene gli altri con la musica ad alto volume mentre presta il sedile del passeggero per far smaltire la sbronza ad un altro e incuranti del fatto che di sotto c’è un’altra area verde frequentata, finita la birra gettano il vetro di sotto.

Dai gradoni a la gabbia Diversi buttafuori all’esterno dei locali sono chiamati a garantire la sicurezza di chi vuole serenamente vivere una serata estiva all’aperto ma alla fine c’è sempre qualcuno che si ritrova costretto a chiamare la polizia; in qualche caso, l’altra telefonata obbligata è al 118. La bestemmia, nel linguaggio dei giovani, praticamente un intercalare. Quanto si è verificato nel corso dell’ultimo fine settimana, come si evince dalle dichiarazioni di giovani testimoni raccolte sul posto da Umbria24, è routine: il segno che a quello sballo disordinato, scomposto, irritante per i residenti, talvolta sfiancante anche per i titolari dei locali e di fatto lesivo per la pubblica incolumità, non c’è un’alternativa. Il problema non è certamente solo di Terni, ma intanto il dibattito nella città dell’acciaio è aperto.

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