giovedì 17 agosto - Aggiornato alle 13:36

Crimini finanziari e cyberterrorismo. Umbria, polizia postale contro i reati 2.0

Tra Italia ed estero monitorati anche i social-network dove lo Stato Islamico diffonde i propri messaggi di violenza

di Enzo Beretta

Lotta al crimine finanziario e cyberterrorismo: sono queste le nuove frontiere dell’attività della polizia postale che in Umbria, nel 2016, in collaborazione con i più importanti istituti di credito, ha trattato 264 fascicoli riguardanti transazioni fraudolente di denaro e monitorato in maniera costante 100 siti internet nel tentativo di individuare forme di proselitismo e segnali di radicalizzazione online legati al fondamentalismo islamico.

Lotta alla pedopornografia Gli agenti del compartimento umbro – diretti dal vicequestore Anna Lisa Lillini – hanno ricevuto circa 1.200 fascicoli. Otto – è stato riferito – le perquisizioni in materia di pedopornografia online che hanno portato a sei denunce. Al fine di contrastare la divulgazione di materiale proibito sono stati controllati 102 spazi web di cui 47 inseriti nella black-list del servizio centrale. Nel campo del financial cybercrime tra Perugia e Terni sono state portate avanti 264 indagini: sono stati recuperati 60 mila euro provenienti da transazioni fraudolente.

FOTOGALLERY: I SITI INTERNET PERICOLOSI

In prima linea contro il cyberterrorismo Da anni, ormai, considerate le peculiarità del reparto, la Polposta è impegnata in prima linea nella lotta al cyberterrorismo: Perugia è una delle nove città italiane che effettua a livello nazionale attività di prevenzione e contrasto monitorando in maniera costante piattaforme digitali e social network attraverso i quali l’Isis diffonde i propri messaggi di violenza. Nel nostro Paese e all’estero sono stati un centinaio gli spazi virtuali spiati.

Attacchi informatici sui dati sensibili Contro gli attacchi informatici e le minacce nei confronti di strutture pubbliche – come l’ospedale, che custodisce dati sensibili e ultrasensibili – viene svolta un’importante attività: almeno 50 – spiegano in questura – gli alert riguardanti la vulnerabilità dei sistemi informatici e telematici.