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giovedì 30 giugno - Aggiornato alle 21:29

Covid, focolaio nel carcere di Perugia: più di venti detenuti positivi nel reparto penale

Vivono in ‘bolle’, impediti momenti di socialità e ora d’aria. Sappe: ‘Disordini in cella, contagiato anche un agente’

Il carcere di Perugia Capanne

di Enzo Beretta 

Focolaio Covid nel carcere di Perugia Capanne: più di una ventina di detenuti sono risultati positivi al coronavirus. Sono tutti ristretti nel reparto penale, quello che ospita i reclusi definitivi. Il primo caso di positività è stato accertato lunedì attraverso test antigenico, nel giro di poche ore il numero di contagi è salito.

Le ‘bolle’ Secondo quanto si è appreso i detenuti stanno bene e anche grazie al vaccino cui sono stati sottoposti nel recente passato solo alcuni di loro hanno mostrato sintomi come tosse e raffreddore. Per fronteggiare il pericolo di contagio più allargato i positivi sono stati accorpati in alcune ‘bolle’. Sono sia stranieri che italiani. Per alcuni giorni viene loro impedito di intrattenere momenti di socialità con gli altri detenuti negativi al virus e dovranno rinunciare all’ora d’aria.

Malumori Sono poco meno di 150 i reclusi nella sezione penale. Al test antigenico sono stati sottoposti anche gli agenti della polizia penitenziaria chiamati, in questo delicato momento, a gestire tra le altre cose le intemperanze e i malumori durante le lunghe giornate dei detenuti positivi. Alcuni di essi, secondo il Sappe, hanno creato qualche problema. «Ci sono stati disordini perché non volevano rientrare nelle celle – spiega Isaia Garofalo del sindacato Sappe -. I colleghi intervenuti però si sono mostrati comprensivi dunque abili nel ripristinare una situazione nella quale il numero dei contagi sembra destinato a crescere ulteriormente. Almeno per una settimana i detenuti con il virus rimarranno isolati dagli altri, senza praticamente poter fare quasi niente. Questa mattina anche un agente della polizia penitenziaria è risultato positivo al Covid. Dal punto di vista sanitario la situazione sembra ancora sotto controllo e c’è disponibilità di test rapidi».

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