Covid-19 in rapida ritirata anche in Umbria, ma le quarte dosi avanzano con il freno a mano tirato. Questa la sintesi regionale dell’aggiornamento settimanale (4-10 maggio) rilasciato giovedì mattina dalla Fondazione Gimbe che segnala una riduzione delle nuove infezioni del 23,3 per cento a fronte di una flessione media del paese che gira al 27,5 per cento. Nelle ultima settimana i nuovi casi ogni 100 mila abitanti nella provincia di Perugia sono stati 610, mentre in quella di Terni si sono fermati a 562: nel primo caso la variazione è più alta, facendo segnare -24 per cento, mentre nella Conca l’arretramento del virus segna -20,8 per cento. Continua a diminuire, poi, anche l’incidenza degli attualmente positivi ogni 100 mila abitanti, che in Umbria è di 1.177, mentre il tasso medio italiano è di 1.828. Resta sempre da record, invece, l’occupazione dei posti letto Covid-19 di area medica, che nella regione è la più alta del paese e si attesta ancora oltre il 30 per cento, mentre a livello nazionale si è al 13,3 per cento. Saturazione delle terapie intensive, invece, pressoché in linea con quella rilevata nel resto dello stivale, perché in Umbria è al 4,7 per cento, mentre in Italia è al 3,8 per cento. Critica, infine, la campagna di vaccinazioni per le quarte dosi, che avanza molto lentamente. Se l’Umbria è al sesto posto per le quarte dosi destinate agli immunodepressi, con una copertura del 29,4 per cento a fronte del 21 per cento italiano, l’andamento appare molto più problematico per la protezione con la seconda dose booster degli over 80, dei fragili tra 60 e 79 anni e degli ospiti della Rsa. Sì, perché in questo caso il sistema sanitario ha raggiunto appena il 2,9 per cento della platea, rispetto a una copertura nazionale che sfiora il 9 per cento, e l’Umbria non va oltre il 18esimo posto.
Covid-19 in rapida ritirata, nuovi casi giù del 23 per cento. Quarte dosi sempre col freno a mano
