giovedì 13 dicembre - Aggiornato alle 14:08

Corso Garibaldi sempre più terra di nessuno: e il parroco ne paga le conseguenze

Gli hanno danneggiato l’auto, tutti sono convinti: «Sono stati gli spacciatori contro cui si lotta ogni giorno»

Poliziotti Foto Fabrizio Troccoli

Lo scenario di corso Garibaldi è quello di un quartiere sempre più preda dello spaccio di droga e del conseguente disordine. Qualcuno in altri tempi, in altri luoghi della città, zone così ridotte, le definiva ‘terra di nessuno’. E ora tocca a questo perimetro di centro storico, tra piazza Grimana e il Cassero di Porta Garibaldi. Stesse dinamiche, stessi disagi, stesse denunce da parte dei residenti. Gli spacciatori, prevalentemente nordafricani – sembrano non temere nessuno – sfidano in maniera sfrontata, chiunque provasse a sollevare la testa, per difendere quest’aria dignitosa oltre che prestigiosa della città. Che sia un ristoratore, un commerciante, un residente qualunque, o il parroco. Accade tutte le sere, tutti i giorni, ed è accaduto anche la notte tra mercoledì e giovedì. Quando a pagarne le conseguenze è stato don Fernando Sulpizi, conosciuto dai residenti della zona, credenti e non, frequentatori o  meno della parrocchia, come uno dei presidi del quartiere contro il degrado, per le numerose iniziative, gli appelli, a non cedere alla deriva della violenza e della barbarie in questo angolo di Acropoli. Si è ritrovato l’auto danneggiata. I vetri infranti. Presto fatta una denuncia ai carabinieri e non resta che la speranza che possano essere di aiuto le telecamere, quella, per capirci, della caserma di corso Garibaldi. Ma in altre occasioni non è bastata neppure la telecamera della chiesa a fare da deterrente quando, balordi frequentatori di queste zone, che cercano di tenere sotto scacco anche con intimidazioni, minacce, risse, baccano e arroganza verso chiunque, hanno rubato dalle cassette delle offerte. Di danneggiamenti in questa che è, appunto, sempre più una terra di nessuno, anche solo negli ultimi giorni, ne sono stati compiuti a ripetizione. Prima della Polo del prete è toccato all’auto di un turista e a un distributore di alimenti e bevande. Ma sono soltanto le ultime puntate di una serie lunga di episodi che fanno incavolare, e non poco, i residenti. Il Partito democratico cittadino, attraverso una nota diffusa ai giornali, ha espresso vicinanza al sacerdote e ai residenti, denunciando «l’incapacità dell’amministrazione Romizi di pensare a una progettualità per la città e per la sua sicurezza , cavallo di battaglia della sua propaganda elettorale».

I commenti sono chiusi.