domenica 5 aprile - Aggiornato alle 10:16

Confiscati beni per 6 milioni ai Casalesi: c’è anche la quota di un’azienda di Terni

Polizia in azione (foto archivio Matteucci)

C’è anche una quota di partecipazione societaria di un’azienda con sede a Terni, tra i provvedimenti di confisca di beni per circa 6 milioni di euro al clan dei Casalesi. Ad emettere le tre misure il tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), mentre a eseguirle all’alba di giovedì sono stati gli uomini della Dia (direzione investigativa antimafia) di Napoli.

Confische ai Casalesi anche a Terni A Terni, in particolare, è stata confiscata la quota della Immobiliare Colle Verte srl per un valore di circa un milione di euro e riconducibile al già noto Rocco Veneziano, geometra e imprenditore edile di 62 anni, originario di Casal di Principe e considerato dagli inquirenti un punto di riferimento per la gestione degli interessi economici del clan camorrista, gruppo Bidognetti. Il sequestro della quota societaria era già scattato nel 2011 a seguito delle indagini della Dia che quattro anni fa scoprì come Veneziano, sfruttando la sua figura di insospettabile professionista, si prestava a predisporre la documentazione per indire gare di appalto e a fornire i nominativi delle imprese «pulite», alle quali assegnare i lavori per favorire gli interessi del clan. Il geometra sempre nel 2011 è stato condannato a due anni e otto mesi di reclusione per associazione mafiosa, essendo stato riconosciuto colpevole di appartenere al clan dei Casalesi. Dopo il sequestro è stata quindi disposta la confisca, nel decreto anche un terreno e un fabbricato a Casal di Principe.

Gli altri provvedimenti Gli altri due provvedimenti emessi dal tribunale campano riguardano la confisca di tre immobili, due masserie e tredici terreni in provincia di Caserta per un valore stimato in oltre 3 milioni. Il patrimonio in questione risulta intestato a terzi ma riconducibile, secondo gli inquirenti, a soggetti al vertice della fazione Bidognetti. Anche in questo caso i beni erano già stati sequestrati nel 2009 nell’ambito delle indagini su Francesco Bidognetti, detto ‘Cicciotto e mezzanotte’. Tra i beni anche l’azienda di Cancello Arnone (Caserta) dove nel 2008 venne ucciso Umberto Bidognetti, padre del collaboratore di giustizia Domenico. L’ultimo provvedimento di confisca riguarda invece un fabbricato e sette appartamenti a Trentola Ducenta (Caserta) di proprietà di Francesco Lampo, imprenditore di 52 anni, ritenuto almeno fin dagli inizi del 2000 in organico al clan dei Casalesi, nella fazione di Zagaria.

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