giovedì 23 maggio - Aggiornato alle 08:56

Concorsopoli, Riesame: «Possono essere distrutti documenti compromettenti»

I giudici di Perugia mantengono agli arresti domiciliari Bocci, Duca e Valorosi. ‘Se liberi ostacolerebbero le indagini’

L'indagato Gianpiero Bocci con l'avvocato David Brunelli ©Fabrizio Troccoli

di Enzo Beretta

«Esistono documenti che possono provare le attività illecite compiute dagli indagati e la rete di complicità di cui si sono avvalsi. Se non sottoposti all’attuale misura cautelare degli arresti domiciliari gli indagati possono occultare o distruggere questi documenti e, in ogni caso, ostacolare l’individuazione degli stessi, anche attraverso incontri con altre persone». Secondo i giudici del tribunale del Riesame che hanno mantenuto agli arresti domiciliari l’ex segretario del Pd umbro Gianpiero Bocci, l’ex direttore generale dell’ospedale perugino Emilio Duca l’ex direttore amministrativo del nosocomio Maurizio Valorosi, indagati nell’ambito dell’inchiesta sui presunti concorsi truccati in corsia, «il pericolo di inquinamento delle indagini è elevatissimo e la valutazione sarebbe stata di segno diametralmente opposto, nel senso cioè della sua completa cessazione, solo se gli indagati, ammettendo le proprie responsabilità, avessero fatto piena luce sulla rete di complicità che li ha sostenuti nel corso dell’indagine».

«Relazioni con altre persone» Stando a quanto scritto dal tribunale – presieduto da Giuseppe Narducci e composto da Alberto Avenoso ed Emma Avella – «misure cautelari meno afflittive permetterebbero a Duca, Valorosi e Bocci di muoversi liberamente sul territorio e di continuare a coltivare relazioni con altre persone, Soprattutto pubblici ufficiali, allo scopo di acquisire ulteriori notizie sull’attività investigativa per impedire o ostacolare l’acquisizione di ulteriori fonti di prova». Gli indagati sono difesi dagli avvocati David Brunelli, Alessandro Diddi e Francesco Falcinelli, la pubblica accusa è rappresentata dai pm Paolo Abbritti e Mario Formisano.

I commenti sono chiusi.