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venerdì 22 gennaio - Aggiornato alle 09:33

Concorsopoli, pm chiedono condanna a tre anni per Pacchiarini

L’ex direttore sanitario dell’ospedale di Perugia ha scelto il rito abbreviato, come lui Madonnini

L'indagato Diamante Pacchiarini (foto archivio F. Troccoli)

di Chiara Fabrizi

Tre anni per Diamante Pacchiarini. Al termine di un’articolata requisitoria, è questa la richiesta di condanna formulata dai pm Paolo Abbritti e Mario Formisano a carico dell’ex direttore sanitario dell’ospedale di Perugia che deve rispondere dell’accusa di associazione per delinquere finalizzata a reati contro la pubblica amministrazione.  Difeso dall’avvocato Maria Mezzasoma, Pacchiarini ha optato per il rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena.

Chiesti tre anni per Pacchiarini Il maxi processo, che per Covid-19 si sta celebrando alla scuola Capitini e davanti al gup Angela Avila, è arrivato alle battute finali con la conclusione delle discussioni per il rinvio a giudizio di oltre trenta persone, tra cui anche l’ex presidente di Regione Catiuscia Marini e l’ex sottosegretario al ministero dell’Interno Gianpiero Bocci, e l’avvio della discussione davanti al giudice per gli imputati che hanno scelto i riti alternativi. Oltre a Pacchiarini, ha optato per l’abbreviato anche Fabio Madonnini, per il quale i pm hanno chiesto la condanna a un anno. Assistito dall’avvocato Vincenzo Maccarone, Madonnini è accusato di rivelazione di segreti d’ufficio in concorso con Bocci e altre persone non identificate per aver, secondo la procura di Perugia, informato delle indagini in corso il direttore generale dell’ospedale di Perugia, Emilio Duca, e il direttore amministrativo, Maurizio Valorosi, innescando poi la bonifica delle cimici nell’ambito della quale Duca ha scoperto la presenza di telecamere nel proprio ufficio. Le parti civile, dalla Regione all’azienda ospedaliera, si sono associate alle richieste dei pm, mentre gli avvocati difensori discuteranno il procedimento il prossimo 19 gennaio. Dovrebbe trattarsi della penultima udienza, con il gup Avila chiamato a decidere sulle richieste di rinvio a giudizio, i patteggiamenti e gli abbreviati. Proprio Bocci martedì è comparso davanti al collegio penale per il processo parallelo con giudizio immediato che riguarda solo alcuni episodi di presunte rivelazioni di segreto d’ufficio in relazione alle tracce dei concorsi. L’udienza è servita per sentire il perito che ha trascritto le intercettazioni, mentre il 9 febbraio saranno ascoltati i primi due testimoni della procura, si tratta di due investigatori.

@chilodice

 

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