giovedì 27 giugno - Aggiornato alle 02:57

Concorsopoli, la raccomandazione al neoassunto: «Alle elezioni devi far votare Bocci»

La campagna elettorale del direttore amministrativo dell’ospedale: ‘Se me lo chiede Barberini mi pesa, se lo chiede Mirabassi non me ne frega niente’

©Fabrizio Troccoli

di En.Ber.

«Le sistemiamo tutte e tre così abbiamo fatto contenti tutti… tanto bene è venuta, un bijoux». Così esultava al telefono il dg dell’ospedale di Perugia Emilio Duca intercettato nell’ambito dell’inchiesta della guardia di finanza su presunti concorsi truccati nella sanità umbra. Esulta Duca – ricostruiscono i magistrati – quando capisce di aver trovato la soluzione per sistemare la candidata della presidente Catiuscia Marini, quello del segretario Pd Gianpiero Bocci e dell’assessore regionale Luca Barberini (questi ultimi due sono detenuti agli arresti domiciliari). Esisteva una gerarchia nelle richieste di raccomandazione, come spiega l’altro arrestato Maurizio Valorosi, direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera: «Se me lo chiede Barberini mi pesa, eccetera, e qualcosa facciamo. Se lo chiede Mirabassi (Alvaro, vicepresidente del Consiglio comunale di Perugia, ndr) non me ne frega ‘na sega». Perché, come hanno ricostruito i pubblici ministeri, l’obiettivo dei manager è quello di «acquisire consenso presso i propri referenti politici per assicurarsi il mantenimento dell’incarico». Soldi e potere, in un circolo vizioso che secondo le indagini premia innanzitutto la politica e più nello specifico il partito egemone in Umbria. «Devi far votare Bocci – sussurra Valorosi a un neoassunto dell’ospedale consegnandogli un pacco di volantini elettorali -. Impegnati con tutti i conoscenti, parenti e amici, muoviti che qui ci mandano a casa tutti». Nell’era del salvinismo non sarebbe bastato per uno scranno in Parlamento.

Il trojan Consigli su come si installano i trojan vengono fornite anche dalla governatrice Marini al «collettore di raccomandazioni» Duca al quale è stato infettato il telefono: «Sennò squilla e sul telefono – trascrivono le fiamme gialle -.. se la fanno.. il telefono possono (inc.) le note non le possono.. a remoto leggono.. leggono il whatsapp leggono tutto dal remoto, teoricamente con degli hacker leggono anche». E accorre in soccorso di Duca incapace di cancellare un messaggio.

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