mercoledì 20 novembre - Aggiornato alle 23:39

Concorsopoli: Bocci, Duca e Valorosi agli arresti domiciliari un altro mese

Per loro il gip ha rinnovato la misura cautelare. Stop alla sospensione dal servizio in ospedale per altri quattro indagati

L'indagato Bocci col suo avvocato © Fabrizio Troccoli

di Enzo Beretta

Il gip di Perugia ha rinnovato la misura cautelare degli arresti domiciliari per Gianpiero Bocci, Emilio Duca e Maurizio Valorosi, indagati nell’ambito dell’inchiesta sui presunti concorsi truccati all’ospedale. La Procura aveva chiesto una proroga di «ulteriori trenta giorni». I tre sono detenuti dal 12 aprile. Cessata, invece, la misura interdittiva applicata nei confronti di Gabriella Carnio, Maria Cristina Conte, Rosa Maria Franconi e Antonio Tamagnini, i dipendenti dell’Azienda ospedaliera che nei mesi scorsi erano stati sospesi dal servizio.

«Notizie riservate» Nel provvedimento del giudice Valerio D’Andria si legge che i tre arrestati «hanno utilizzato le loro conoscenze in ambienti istituzionali al fine di ottenere notizie riservate sulle indagini in corso e hanno scoperto il sistema di captazione in essere». Prosegue il gip: «La presenza di una trama fittissima di interessi assai rilevanti fornisce il contesto in cui sono stati realizzati gli illeciti ma soprattutto prospetta anche un ostacolo serio rispetto al fondamentale interesse investigativo di scandagliare le vicende di possibile rilievo illecito avvenute in quell’ambiente». E’ perciò «particolarmente elevata» la «pericolosità» per i tre big, «per il ruolo apicale e di riferimento rivestito nel contesto dei fatti illeciti» e «per le gravi ed efficaci attività di condizionamento delle indagini poste in essere attraverso l’acquisizione da fonti non ancora individuate di importanti notizie riservate».

«Capacità di influenza» Nella ricostruzione del gip la «capacità di influenza» di Duca e Valorosi non è «venuta meno» con la cessazione delle loro cariche in ospedale «tenuto conto dell’esistenza di legami clientelari e di intrecci di interessi che travalicano il semplice legame lavorativo». Insomma, le ragioni della misura rimangono per i tre «inalterate»: «E’ probabile che debbano essere svolti ulteriori atti a sorpresa la cui utilità presuppone l’impedimento di ogni ulteriuore attività di ostacolo delle indagini da parte degli indagati». «Conclusioni diverse», invece, per i quattro dipendenti dell’Azienda ospedaliera per i quali è stata dichiarata «cessata la misura» della sospensione dal servizio: «Le esigenze legate all’acquisizione della prova debbono oggi ritenersi cessate. Loro non risultano aver posto in essere condotte volte a condizionare le indagini».

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