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sabato 22 gennaio - Aggiornato alle 20:35

Concorsi truccati, il rettore: «Non confondere le vicende dei singoli con l’Università per Stranieri»

«Questa eccellenza funziona»:  De Cesaris dopo l’operazione

De Cesaris rettore dell'Università per Stranieri ©Fabrizio Troccoli

di C.F.

«Non confondere le vicende dei singoli con l’Università per Stranieri, un’istituzione importante che funziona e ha degli aspetti di eccellenza». Lo ha detto martedì sera il rettore Valerio De Cesaris, ospite della trasmissione Nero su Bianco di Umbria+ poche ore dopo il blitz con cui la Guardia di Finanza, su delega della Procura di Perugia, ha proceduto ad acquisire a Palazzo Gallenga e anche al ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, una seria di documenti relativi a cinque concorsi per l’assunzione di prof e ricercatori. Il sospetto degli inquirenti è che le procedure siano state pilotate, ossia che l’esito fosse predeterminato, come ha evidenziato il procuratore capo Raffaele Cantone. Nell’ambito dell’inchiesta risultano iscritte nel registro degli indagati 23 persone, tra cui almeno cinque accademici della Stranieri. De Cesaris è rettore da sette mesi, dopo che la predecessora, Giuliana Grego Bolli, è rimasta coinvolta nell’inchiesta sull’esame farsa del bomber Luis Suarez: l’ex rettrice risulta indagata anche nell’indagine sui presunti concorsi truccati.

LA PROF VINCITRICE MAI CHIAMATA

Le parole del rettore De Cesaris «Leggendo le notizie – ha detto De Cesaris rispondendo al conduttore Laurent De Bai – qualcuno può pensare che siano insorte nuove problematiche, in realtà non è così: l’indagine è in corso da tempo, riguarda vicende del passato e quanto accaduto oggi (il blitz di martedì 16 novembre, ndr) è soltanto uno sviluppo» dell’attività investigativa del Nucleo di polizia economico e finanziaria. Il rettore ha poi detto che «fa impressione che ci siano grandi Atenei con vicende analoghe, penso alla Sapienza e a Firenze, ma nessuno nel loro caso si sogna di dire che sono Università che non funzionano. Da noi, invece, visto che siamo un piccolo Ateneo, sembra che tutta l’Università sia coinvolta» nelle inchieste, «ma non è così – è andato avanti De Cesaris – qui lavorano centinaia di persone e queste vicende, invece, coinvolgono soltanto alcune persone».

IL CASO DEI CONCORSI PER I DOTTORATI

Il futuro della Stranieri In questo senso, poi, il rettore ha anche assicurato che «gli studenti devono stare tranquilli, perché l’istituzione offre percorsi formativi buoni e anche di eccellenza», evidenziando poi come negli ultimi sei mesi, quelli che coincidono con la sua elezione a rettore, «sia sta messa – sono state le sue parole – tanta carne al fuoco, ovvero abbiamo sviluppato nuove progettualità e credo che alla Stranieri ci siano prospettive di crescita importanti. In particolare – ha proseguito il rettore – abbiamo riprogettato alcuni aspetti dei corsi di lingua e cultura italiana, legandoli al territorio, porteremo quindi gli studenti anche in altri comuni dell’Umbria e credo – ha concluso – che questa sia una novità importante, perché se tutti conoscono e riconoscono l’importanza della Stranieri nella città di Perugia, forse possiamo dare ancora un ulteriore contributo per far sì che l’impatto degli studenti stranieri sia avvertito anche in altre città della regione».

@chilodice

 

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