domenica 12 luglio - Aggiornato alle 15:23

Concerto ‘Umbria che spacca’, polizia: «Sicurezza ok». Pubblico: «Un flop, con principi di rissa»

E’ polemica sulle restrizioni ai concerti: il pubblico si scatena sulla rete mentre la polizia parla di concerto senza criticità

di M.T.

Sono scattate le misure di sicurezza imposte dalla questura di Perugia per i concerti in centro a Perugia che ha visto, come primo test, la serata di Umbria che Spacca.

Il piano Barriere agli accessi per non residenti e area off limits una volta raggiunta la calcolata capienza massima. Se per la polizia di Perugia l’esperimento è andato a buon fine garantendo la sicurezza dei presenti, organizzatori e pubblico la raccontano diversamente.

La polizia «La notevole affluenza di pubblico – scrive la questura in una nota -, 2800 le presenze registrate, è stata disciplinata con due varchi in via dei priori che hanno consentito di evitare il sovraffollamento. Per il deflusso, invece, è stato predisposto un varco in via della Sposa. Il dispositivo di sicurezza – continua la nota -, che verrà replicato per la serata odierna, ha permesso, con un meccanismo di blocchi temporanei per consentire l’alternanza delle presenze in piazza, agli spettatori di assistere allo spettacolo senza criticità. I servizi di viabilità della Polizia Municipale hanno garantito l’ingresso nella zona dei residenti, rimanendo interdetto il traffico agli altri veicoli. Sono state in tal modo superate le problematiche che si erano registrate in occasione della prima serata tenutasi al 110 Cafè quando, nel momento di massimo afflusso, oltre 500 persone si erano assembrate agli accessi con l’intenzione di entrare sebbene la capienza del locale fosse già esaurita. Ciò aveva reso necessario, per gestire la situazione emergenziale, rinforzare d’urgenza il dispositivo delle forze dell’ordine presente e disciplinare il traffico veicolare in via Pascoli».

L’organizzazione Tenuto conto che in una zona transennata il minimo che possa accadere è qualche calca in prossimità delle barriere, c’è chi la racconta così: «Quella che vedete qui sotto è la fila di ieri di fronte ad uno dei dei varchi imposti per legge all’Umbria che Spacca», scrive l’organizzazione in un post che riporta le foto delle file di persone in attesa (in alto in questo articolo ndr.). «Non commenteremo – aggiunge -, non diremo nulla e a testa bassa puliremo il prato di San Francesco e lo riempiremo di musica anche oggi, per l’ultima sera. Sappiate solo che noi, siamo e saremo sempre più fuori dalle transenne».

Il pubblico A commentare il post sono in diversi: «Se metteste delle transenne a formare una serpentina il tutto sarebbe più logico. C’è gente che dalle 22 era li davanti e continuava a essere scavallato da chiunque. Date un senso logico a questa sicurezza per lo meno». Poi: «Evitano l’affollamento al concerto e lo creano appena fuori! Geni!». Ancora: «Per non affollare una piazza affollano una stradina larga 8 metri senza vie d’uscita? Geni». Mentre una tweet star, che si riconosce nel nome di Davide Astolfi scrive: «Ieri a Perugia è successa una cosa istruttiva. In sintesi, per i non perugini: c’era un festival gratuito, L’Umbria che spacca Festival 2017, in una piazza splendida e abbastanza grande. A San Francesco al prato. Per capirci, si trattava di un festival ben frequentato ma non era esattamente il concerto di Vasco Rossi con le decine di migliaia di persone sotto palco. I più, come me, erano lì per bere una birra, fare quattro chiacchiere, ascoltare un po’ di musica, probabilmente neanche stare lì tutta la sera. Io, come tanti altri, non sono potuto andare al festival perché tutti gli accessi erano contingentati (1000 persone, credo, e in quella piazza ce ne vanno molte di più senza problemi) e transennati dalle forze dell’ordine. Per me non è stato un problema grave, ovviamente: sono andato a bere un’ottima birra altrove e va bene lo stesso. Però una riflessione m’è venuta su cosa succede a partire dalle piccole cose, magari pure in buona fede che non sto qui a discutere (figuriamoci), quando il dibattito pubblico diventa ossessionato dalla parola ‘sicurezza’, neanche vivessimo a Mosul». Una domanda e una preoccupazione sembra accomunare molti: ovvero se è questa la ‘fine’ che tocca a tutti i concerti gratuiti di pazza.

In attesa di auspicabili risposte c’è chi a Umbria 24 ha parlato di «flop» con  «principio di risse, per via della calca, sedate dai presenti» e se qualcun altro ha scattato foto sulla piazza dall’alto, volendo dimostrare quanto altro spazio ci fosse per fare entrare ancora persone, c’è anche chi ricorda che il numero di pubblico ospitati in quegli stessi spazi «è stato oltre il doppio di quello di sabato sera». Già, ma anche se fosse vero, erano altri tempi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.