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venerdì 9 dicembre - Aggiornato alle 17:57

Cittadella giudiziaria in piazza Partigiani: la Procura occuperà l’ex carcere femminile

Diecimila metri e quattro grandi cortili nel centro di Perugia. Andrà lì anche la polizia giudiziaria. Avviata la fase esecutiva

©Fabrizio Troccoli

 

di En.Ber.

Prende il via la fase esecutiva per la realizzazione della Cittadella della Giustizia di Perugia con la pubblicazione del bando per la progettazione di fattibilità tecnico economica dell’ex Carcere Femminile, uno degli immobili coinvolti nel progetto, a seguito della firma della convenzione tra Agenzia del Demanio e Ministero della Giustizia avvenuta il 29 giugno scorso. L’iniziativa comprende gli ex complessi carcerari di Perugia – Carcere Maschile, Femminile e Padiglione Paradiso – dismessi nel 2006 dall’uso istituzionale, che saranno oggetto di riqualificazione e restauro per essere adibiti a funzioni giudiziarie.

LE TELECAMERE DI UMBRIA24 IN ESCLUSIVA NEL VECCHIO CARCERE

Progetto importante per la città Si tratta – fa sapere il Demanio – di un progetto di rigenerazione urbana molto importante per la città, per le dimensioni degli immobili e per la loro collocazione nel tessuto urbano. L’idea concettuale è quella di un intervento in grado di portare qualità ad un contesto di pregio quale quello del centro storico della città di Perugia e riportare a nuova vita un luogo chiuso, di memoria, dove l’uomo ha sofferto e scontato pene, che si trasforma ed eleva a luogo di giustizia, uno spazio aperto e al servizio dei cittadini.

IL PODCAST SULLA CITTADELLA GIUDIZIARIA A PERUGIA

Rigenerazione urbana È l’occasione per dare un significato ad un progetto che complessivamente assume connotati fortemente culturali; l’architettura è intesa come lo strumento dell’uomo per soddisfare nuove funzioni, pur mantenendo la memoria di un bene di valore storico. È questa la rigenerazione urbana che si vuole: immobili pubblici inutilizzati vengono riportati all’uso per ospitare nuove funzioni, secondo principi nazionali ed europei innovativi, di sostenibilità e digitalizzazione, nel complesso esercizio di tener vivo e rinnovato il valore storico e culturale del prezioso patrimonio edilizio italiano.

LA FOTOGALLERY DI FABRIZIO TROCCOLI DA PIAZZA PARTIGIANI

«Una Cittadella accessibile» Si restituisce al territorio un’area riqualificata nel segno della qualità e della sostenibilità ambientale – è sempre l’Agenzia – in luogo di un’area in abbandono, una Cittadella della Giustizia accessibile, simbolo di legalità, permeabile ed integrata con la città.

Risparmio sugli affitti Un intervento in grado di generare anche significativi risparmi di spesa pubblica, legati all’abbattimento dei costi per gli affitti passivi pagati dal Ministero della Giustizia e al taglio del costo dell’energia grazie alla realizzazione di nuove infrastrutture a basso impatto, ad alta efficienza ed elevato grado di automazione nella gestione degli impianti, nonché ad alta qualità ambientale, sia in termini di soluzioni indoor che di sviluppo delle aree verdi esterne.

«ENTRO CINQUE ANNI SARANNO FINITI TUTTI I LAVORI»

La prima fase Le diverse caratteristiche dei beni oggetto del progetto hanno portato l’Agenzia del Demanio ad adottare un piano di azione in due fasi progettuali. La prima riguarda l’ex Carcere Femminile che sarà destinato ad ospitare la sede della Procura della Repubblica e della Polizia Giudiziaria. L’importo a base di gara per il servizio di progettazione per il restauro e la rifunzionalizzazione del compendio è di 682 mila euro e la data di scadenza per la presentazione delle offerte è il 7 ottobre 2022. Per questo intervento sono state utilizzate le procedure speciali acceleratorie previste dalla norma per l’edilizia giudiziaria emanata nel 2021, pertanto il bando pubblicato ha come oggetto la redazione del progetto di fattibilità tecnico-economico secondo le modalità e le indicazioni del DL n. 77/2021 relativo ad appalti di opere del Pnrr, cosiddetto progetto di fattibilità tecnico-economica rafforzato. Si tratta del primo bando di questo tipo pubblicato dall’Agenzia del Demanio. Con questo livello progettuale l’Agenzia indirà la conferenza di servizi per la sua approvazione dal punto di vista edilizio-urbanistico e, successivamente, promuoverà una gara di appalto integrato per la progettazione definitiva/esecutiva ed esecuzione dei lavori.

COSA NE SARÀ DEGLI SPAZI ABBANDONATI IN CITTÀ?

Seconda fase La seconda fase riguarda il progetto di rifunzionalizzazione dell’ex Carcere Maschile e del Padiglione Paradiso, per la quale è già in corso l’attività progettuale seguita dalla Struttura per la Progettazione dell’Agenzia, che verrà sottoposta alle valutazioni del Ministero della Cultura per condividere i temi fondamentali dello sviluppo progettuale. L’esecuzione dei lavori dovrà essere contestuale al Carcere Femminile. I dettagli sul bando di gara sono consultabili sul sito www.agenziademanio.it.

L’ex Carcere femminile Fu edificato per essere destinato a convento delle Monache Domenicane e svolse tale funzione fino al 1867, quando venne adibito a carcere femminile. Il complesso immobiliare, proveniente dalla combinazione di due conventi adiacenti, subì numerose conversioni ed estensioni fin dai primi anni del XX secolo. Ha un piano molto irregolare, con edifici di diverse altezze, è stato realizzato con strutture portanti in muratura e comprende quattro grandi cortili interni. Posto tra via Torcoletti, via del Parione, via Cantamerlo e via del Giardino, la proprietà si estende su una superficie totale di 10.862 mq. Inutilizzato dal 2005, anno di trasferimento dei detenuti nel nuovo carcere di Capanne.

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