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sabato 13 agosto - Aggiornato alle 02:40

Città della Pieve, bimbo ucciso da sette coltellate. Movente: il padre viene sentito in rogatoria

Il giudice: indagate sui cellulari sequestrati. Verranno ‘aperti’ per verificare sms e foto

©Fabrizio Troccoli

di En.Ber.

La verifica del movente dell’omicidio, l’estrapolazione del contenuto dei telefoni cellulari sequestrati, la verifica dell’invio di sms e foto, con relativi orari, le ricerche della parte di lama «che si assume spezzata nel corso del delitto». Sono queste le attività di indagine che sta svolgendo la Procura della Repubblica di Perugia sull’uccisione di Alex Juhasz, il bimbo di due anni accompagnato nel supermercato Lidl di Po’ Bandino (Città della Pieve) già privo di vita dalla mamma Katalina Erzsebet Bradacs. Il giudice per le indagini preliminari Angela Avila dinanzi alla quale l’ungherese di 44 anni fermata dai carabinieri ha fatto scena muta, elenca le attività da svolgere nella penultima pagina dell’ordinanza e specifica che è «fondamentale verificare il movente che l’ha portata a compiere l’efferato gesto, tenuto conto di quanto ha dichiarato il padre in un’intervista, con necessità di svolgere attività di indagine anche in rogatoria o con Dei, all’estero ,sentendo persone a conoscenza dei fatti, anche a lei vicini, come il figlio maggiorenne e l’amico in comune di cui parla il padre». Secondo il gip, che fissa in tre mesi il termine della misura cautelare in cella, c’è il «concreto e attuale pericolo che possa occultare prove d’accusa o inquinare le prove testimoniali da assumere».

Sette coltellate Dagli accertamenti portati avanti in sala settoria, durante l’autopsia, è emerso che il piccolo è stato ucciso con sette coltellate, alcune delle quali anche molto profonde, che lo hanno attinto ai polmoni, ai vasi e al cuore.

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