mercoledì 26 febbraio - Aggiornato alle 23:43

Charlie Hebdo, Tiferno comics: «A settembre disponibili a realizzare mostra collaterale»

Georges Wolinski

L’associazione Amici del fumetto di Città di Castello è disponibile a realizzare una nuova collaterale dedicata alla rivista francese Charlie Hebdo, nella prossima edizione di Tiferno Comics, nel settembre 2015. E’ quanto riferisce la stessa associazione in una nota nella quale afferma, fra l’altro che «dopo i tristi eventi accaduti a Parigi nella redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo, si è subito resa disponibile a mettere in campo la propria professionalità guadagnata in tutti questi anni per collaborare assieme alle istituzioni locali e non, assieme ad altre associazioni e singoli cittadini, con il fine di manifestare a favore della pace e a favore della satira come mezzo di espressione e di libertà di stampa». Nell’anno in cui Tiferno Comics ospitava le opere di Milo Manara (2007) l’associazione Amici del fumetto – è detto ancora nel comunicato – aveva allestito due mostre collaterali dedicate alla satira francese, con le vignette e le illustrazioni di Tanino Liberatore, italiano trasferitosi in Francia dagli anni ’80, e di Georges Wolinski, noto fumettista francese morto proprio nell’attacco terroristico di ieri.

Lignani A sollecitare l’intervento dell’Associazione giovedì mattina era stato il consigliere regionale di Fd’I Andrea Lignani Marchesani, che aveva chiesto «una sezione della Mostra del fumetto di Città di Castello patrocinata da tutti gli enti istituzionali della nostra regione compresa l’assemblea legislativa». Mostra che rappresenterebbe «una giusta e responsabile risposta della comunità tifernate alla barbarie di Parigi». «Citta’ di Castello e l’alto Tevere – prosegue Lignani Marchesani – hanno infatti una vasta popolazione, regolare o irregolare che sia, di religione islamica. Deve essere chiaro, infatti, che la risposta a vignette provocatorie, in alcuni casi quasi blasfeme, non può essere la violenza. Un omaggio alle vittime, dunque, che deve essere anche una assunzione di responsabilità in un clima che non possiamo sottovalutare neppure nelle nostre comunità umbre».

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