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sabato 29 gennaio - Aggiornato alle 07:38

Castelluccio isolata e distrutta, restano dodici persone: jeep porta cibo e stufe. Timori per semina

Nel borgo già nella morsa del freddo si dorme in due container bloccati da un trattore per la furia del vento. Mancano acqua e gas, resta solo una bombola

Castelluccio di Norcia dopo il sisma

di Daniele Bovi e Chiara Fabrizi

Al freddo, in pochi, isolati, con poco gas e senza acqua da domenica. È ridotto così Castelluccio di Norcia, uno dei luoghi più amati e conosciuti dell’Umbria dopo il terremoto di domenica mattina. La situazione lunedì per i pochi abitanti è rimasta estremamente difficile: in tutto nel borgo, in buona parte raso al suolo mentre gli edifici in piedi sono gravemente lesionati, è rimasta una dozzina di persone, tra le quali nessun bambino e due anziani. Lassù, a 1.450 metri, domenica c’era invece una donna incinta, che è riuscita in qualche modo a fuggire con il compagno subito dopo il sisma. Chi è rimasto fuori di casa dorme in due container che, per fortuna, già si trovavano lassù: uno è dei vigili del fuoco, lì ormai dalla scossa del 24 agosto, mentre l’altro è di proprietà di un agricoltore che lo usava per confezionare le lenticchie, il prodotto che unito alla bellezza del posto ha dato fama a Castelluccio.

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Nei container Container entrambi riconvertiti a dormitorio e di fronte ai quali è stato piazzato un trattore per evitare che si muovano, mentre altre persone dormo in una roulotte. Insomma, a Castelluccio è tutto precario a partire dalla strada che essendo gravemente danneggiata, rende di fatto difficilissimo arrivare o andarsene; lunedì, con molta fatica, c’è riuscita una jeep (a bordo anche gli uomini del Soccorso alpino e speleologico) che passando per una mulattiera è riuscita ad arrivare portando al gruppo di abitanti due cose fondamentali: le stufe elettriche visto il freddo accusato già nelle scorse ore (l’energia elettrica è stata ripristinata) e il cibo. Qualcosa di caldo che è stato cucinato con gli ultimi residui di gas che si trovavano all’interno di una bombola. Da martedì, dunque, gli abitanti di questa perla dell’Umbria avranno bisogno anche del gas per cucinare.

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La lenticchia Un paese, Castelluccio, dal quale si può vedere anche la crepa che corre sul monte Vettore da Forca di Presta a Frontignano; una ‘ferita’ che sta lì a testimoniare la potenza del sisma di domenica. Quanto alle messe in sicurezza fatte a Castelluccio, come spiegato dal Ministero per i beni culturali non hanno tenuto e neanche avrebbero potuto tenere di fronte a quel terremoto. «Le operazioni di messa in sicurezza – osserva il Mibact – sono fatte per sorreggere un edificio in condizioni normali, non certo per reggere un terremoto di quella entità». Le stalle invece, almeno quelle, non sono andate distrutte perché costruite in legno con tecniche antisismiche. A rischio però c’è la produzione della lenticchia, dal 1997 prodotto Igp: la semina avviene a primavera e perciò gli agricoltori, viste le condizioni del paese e delle aziende, temono che proprio la semina sia a rischio; un danno enorme per il prodotto simbolo di questa terra ferita.

Twitter @DanieleBovi
Twitter @Chilodice

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