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venerdì 22 gennaio - Aggiornato alle 09:33

Caso Suarez, la ministra: «Mi consigli di mettere in contatto la Juve con un tuo dirigente per accelerare?»

De Micheli scrive al capo di Gabinetto del Viminale per la pratica della cittadinanza del bomber

©️Fabrizio Troccoli Riproduzione Riservata

«Mi consigli di mettere in contatto la juve con un tuo dirigente x accelerare?». Lo chiede la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, al capo di gabinetto del ministero dell’Interno, Bruno Frattasi, il 3 settembre scorso, in relazione alla pratica per la cittadinanza comunitaria di Luis Suarez, il bomber che il 17 settembre ha sostenuto l’esame farsa per la certificazione linguistica all’Università per Stranieri di Perugia al centro di un’inchiesta della procura di Perugia a carico dei vertici dell’Ateno, ma anche del dirigente della Juve Fabio Paratici e di due avvocati. La chat della ministra sono state pubblicate dal Corriere della Sera e dalla Nazione.

TUTTO SUL CASO SUAREZ

La chat della ministra La vicenda inizia con la ministra non indagata che scrive: «La Juventus mi chiede notizie di questa richiesta di cittadinanza. Mi aiuteresti?». Frattasi le risponde spiegandole che «è stata rifiutata per mancanza del requisito della conoscenza della lingua italiana dal consolato di Barcellona» e a quel punto De Micheli, amica d’infanzia di Paratici, entra nel merito: «Trattasi di un giocatore che la Juve vuole comprare. Non ha fatto l’esame, perché sta da 11 anni in Europa. Ma non lo ha scritto nella domanda. Mi consigli di mettere in contatto la juve con un tuo dirigente x accelerare?». I due quotidiani ricostruiscono come Frattasi si sia reso disponibile, mentre a farsi avanti dal club è stato l’avvocato Luigi Chiappero, anche lui indagato. Le chat sono state consegnate ai pm direttamente da Frattasi il 4 novembre scorso, mentre il 13 novembre è stata direttamente la ministra a riferire che Paratici la contattò, spiegandole che «la Juve stava comprando Suarez e che l’accordo era quasi fatto. Mi spiegò – sono gli stralci del verbale riportati dai due quotidiani – che non aveva passaporto italiano, non si erano accorti e quindi il requisito della cittadinanza era indispensabile per il buon esito dell’operazione». Da qui la questione della domanda al consolato italiano di Barcellona che «non si era completata e che era necessario verificare se si potesse in qualche modo completare l’iter, chiedendomi, a tal fine, supporto» ha detto la ministra in procura. Dalla ricostruzione resa dalla ministra scaturisce la contestazione per false dichiarazioni a carico di Paratici, che ai magistrati di Perugia ha detto: «Escludo di aver avuto contatti con il ministero dell’Interno o con altri ministeri».

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