venerdì 10 luglio - Aggiornato alle 05:04

Caso Bianzino, processo rinviato a gennaio. I figli «Vogliamo che ci dicano la verità»

«Ci sono cose che ci devono spiegare, anche se nessuna spiegazione ci ridarà indietro nostro padre» ha detto il figlio maggiore di Aldo Bianzino che ha presidiato fuori dal tribunale di Perugia in cui avrebbero dovuto parlare i medici legali nell’udienza del processo per la morte del padre.Il processo è stato rinviato al 16 gennaio prossimo.

Aldo Bianzino

 

di Francesca Marruco

«Ci sono cose che ci devono spiegare, anche se nessuna spiegazione ci ridarà indietro nostro padre» ha detto il figlio maggiore di Aldo Bianzino che ha presidiato fuori dal tribunale di Perugia in cui  avrebbero dovuto parlare i medici legali nell’udienza del processo per la  morte del padre. Il detenuto che vene trovato morto il 14 ottobre del 2007 nella sua cella del carcere di Perugia in cui era stato portato due giorni prima a causa di alcune piante di marijuana che il falegname aveva in casa sua.

 

Adesione allo sciopero Venerdì davanti al tribunale collegiale di Perugia l’udienza è stata subito rinviata per l’adesione allo sciopero indetto dalle camere penali dei difensori dell’imputato Gianluca Cantoro, una guardia penitenziaria che secondo l’accusa non avrebbe soccorso Aldo nonostante le sue ripetute richieste di aiuto la notte tra il tredici e il quattordici ottobre del 2007.

Il presidio del comitato Fuori dal tribunale il presidio del Comitato Verità per Aldo, è rimasto dalla prima mattina fino alle14. Con uno striscione con su scritto: « Lo Stato archivia, noi no». E un volantino distribuito ai passanti in cui i promotori dell’iniziativa, che in questi anni sono diventati la nuova famiglia del figlio minore di Aldo Bianzino e Roberta Radici, ricostruiscono la vicenda nelle sue tappe fondamentali: dalla morte di Aldo, alla prima versione sugli esami autoptici  riferita dal dottor Walter Patumi ai famigliari di Aldo in cui parlava di, recita il volantino,« colpi mirati a colpire organi vitali senza lasciare tracce esterne visibili». Fino a quando un mese dopo, nel novembre 2011, con la nuova perizia parlava di aneurisma come causa della morte, l’indagine per omicidio viene archiviata. Nasce il fascicolo per omissione di soccorso.

I medici legali I familiari di Aldo tramite i loro legali venerdì avrebbero voluto tempestare di domande quei medici legali che inizialmente avrebbero detto una cosa, poi un’altra. Ma non è stato possibile per questo sciopero che ha causato un rinvio al 16 gennaio del prossimo anno, quando forse i moltissimi dubbi che stazionano nelle menti dei tre figli e della prima moglie di Aldo potranno essere dissipati.

Le parole dei familiari «Vogliamo che ci dicano la verità su come è morto Aldo, perché è morto Aldo» hanno detto i tre figli di Bianzino intervistati da Umbria24.it .« Non sappiamo nulla – ha detto ancora Gioia Toniolo, la prima moglie di Aldo – è tutto oscuro, ci sono ancora molti punti da chiarire su questa vicenda». Le fa eco il figlio maggiore appena laureato in ingegneria a Torino, «per esempio è stato trovato mezzo nudo nonostante facesse molto freddo». «Da questo processo vogliamo la verità e vogliamo che queste cose non debbano più succedere a nessuno in un carcere, dove uno dovrebbe essere sicuro al massimo».

 

Una replica a “Caso Bianzino, processo rinviato a gennaio. I figli «Vogliamo che ci dicano la verità»”

  1. EvaP ha detto:

    E’ un sistema terribile. Purtroppo, ne fa parte anche la magistratura, compresa quella di Perugia. Sul suo “buon operato” ho materiale documentale. E’ un giro vizioso, sono protetti tra di loro.
    AMMAZZANO, AMMAZZANO, AMMAZZANO SENZA ALCUNA CONSEGUENZA!!!

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