Currently set to Index
Currently set to Follow
venerdì 12 agosto - Aggiornato alle 16:20

Caso Barbara Corvi verso l’archiviazione, la famiglia si oppone: la decisione il 7 luglio

La richiesta della procura di Terni dopo la riapertura del fascicolo e il ricorso respinto dalla Cassazione

di M.R.

Omicidio premeditato e occultamento di cadavere erano le accuse che la Procura di Terni, riaprendo il caso dopo dodici anni, muoveva nei confronti del marito di Barbara Corvi, Roberto Lo Giudice nella primavera del 2021. Tra pochi giorni, nel Tribunale di Terni, si deciderà sull’archiviazione. Al giudice Di Giovannantonio la scelta sulla chiusura definitiva o la disposizione di nuove indagini.

Caso Corvi La ricostruzione degli inquirenti di quella giornata di ottobre del 2009 quando la donna si allontanò da Montecampano di Amelia senza lasciare tracce, sembrava la svolta verso la risoluzione di un vero e proprio giallo; costò al marito di Barbara l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Di lì a poco fu il Riesame a rimettere in libertà Lo Giudice, argomentando come non sussistesse «un grave quadro indiziario a carico dell’uomo nei confronti del quale permangono meri sospetti, ma non elementi di prova suscettibili di comprovarne la responsabilità in relazione alla condotta omicidiaria contestata». Gli uffici del procuratore capo Alberto Liguori avevano allora presentato il ricorso contro l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Roberto Lo Giudice, ma la Prima sezione di Cassazione lo ha respinto. Dalla stessa procura ora, come una resa, c’è la richiesta è di archiviazione. Su questo è chiamata a esprimersi il giudice Barbara Di Giovannantonio il prossimo 7 luglio presso il Tribunale di Terni. A tale richiesta non potranno non opporsi i familiari che lo faranno attraverso i propri legali.

Antimafia Intanto l’Osservatorio antimafia che da sempre chiede verità per Barbara Corvi, lunedì, nel giorno del compleanno della mamma amerina la cui scomparsa sembra destinata a rimanere un mistero, hanno presentato un protocollo in attesa di firme, per accogliere e sostenere le donne vittime di violenza o che comunque decidono di abbandonare le famiglie appartenenti alla criminalità organizzata.

I commenti sono chiusi.