venerdì 24 novembre - Aggiornato alle 12:28

Spoleto, carcere invivibile. Cristofori ai parlamentari: «La tensione non è più sopportabile, fate qualcosa»

«La situazione all'interno del carcere di Maiano si fa ogni giorno più drammatica, è un'impasse che rischia di ripercuotersi anche a livello sociale»

Carcere (Foto archivio)

di MA.T.

«La situazione all’interno del carcere di Maiano si fa ogni giorno più drammatica, è un’impasse che rischia di ripercuotersi anche a livello sociale»: a parlare – a pochi giorni dall’appello delle organizzazioni sindacali – è il presidente del Consiglio comunale di Spoleto, Patrizia Cristofori, che sollecita un intervento dei parlamentari umbri.

L’allarme «Pur trattandosi di un problema di carattere nazionale su cui si sono concentrare anche le attenzioni del presidente della Repubblica – ha osservato Patrizia Cristofori – la situazione in Umbria e soprattutto all’interno del carcere spoletino ormai ha superato anche i livelli di guardia. Abbiamo più volte sollecitato le istituzioni competenti e ci siamo impegnati in diverse occasioni per portare all’attenzione generale un problema che sarebbe sbagliato considerare solo una grave questione di sicurezza all’interno della casa di reclusione, basti pensare soltanto alle implicazioni di carattere socio-sanitario, le cui problematiche e i cui costi gravano anche sulla sanità locale».

L’appello «Le tante voci che si sono sollevate rischiano di restare inascoltate – ha aggiunto – e il procrastinarsi della situazione rappresenta un segnale allarmante perchè di fronte a questo stato di cose il tempo che passa senza alcuna soluzione rischia di rendere estremamente difficile il lavoro delle guardie carcerarie e di compromettere in senso lato gli equilibri della coesione sociale». «Ci siamo occupati più volte del problema, insieme al sindaco e alle forze politiche della città. In Consiglio comunale ci sono state diverse mozioni, interrogazioni, riunioni. Abbiamo anche prodotto un documento a firma dei capigruppo e abbiamo incontrato la Regione, insieme alle istituzioni carcerarie e alle organizzazioni sindacali, per prendere in esame l’intera situazione, sollecitando tra l’altro l’ispezione ministeriale. È urgente – conclude la Cristofori – che i parlamentari del territorio riprendano un’azione forte presso le più alte istituzioni per risolvere nel più breve tempo possibile un problema che genera un clima di invivibilità e di tensione non più sopportabile sia per i detenuti che tutti il personale del carcere».

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