mercoledì 21 novembre - Aggiornato alle 19:47

Carabiniere umbro morto, già libero uno dei ladri: «Così inutile chiamarlo eroe»

Obbligo di dimora per il 22enne incensurato, domiciliari agli altri due. Va avanti la caccia al quarto uomo

Emanuele Reali

Liberato uno dei tre ladri fermati dai carabinieri, mentre è sempre caccia aperta al quarto uomo, quello che scappando ha provocato l’inseguimento del vice brigadiere Emanuele Reali, di origine umbre, fin lungo i binari ferroviari della stazione di Caserta, dove ha perso la vita martedì sera travolto da un treno. I funerali saranno celebrati venerdì alle 17 nella chiesa dello Spirito di Santo di Piana di Monte Verna (Caserta), la stessa in cui il carabiniere morto in servizio a 34 anni si era sposato con la moglie Matilde, che del piccolo borgo è originaria. La notizia è riportata da Il Mattino.

«Così inutile chiamarlo eroe» In sede di udienza di convalida, l’accusa per i tre ladri arrestati è quella di furto pluriaggravato e resistenza, il giudice ha disposto l’obbligo di dimora per il ventiduenne Cristian Pengue, incensurato, che è quindi tornato nella sua abitazione del rione Traiano, dove vive. Il giovane è considerato il palo del furto compiuto dai quattro banditi nell’appartamento di via Alfieri, a poca distanza dal binario dove, alcune ore dopo, si è consumata la tragedia di Reali. Lo stesso giudice, invece, ha disposto gli arresti domiciliari per gli altri due ladri fermati, ossia Pasquale Reale e Salvatore Salvati. Ai microfoni Mediaset il padre del carabiniere morto a 34 anni in servizio ha commentato amaramente la liberazione del ventiduenne: «Adesso lo chiamano eroe, ma ormai non serve a nulla. Questo Stato non difende chi fa il suo lavoro: purtroppo è stato un sacrificio inutile».

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