venerdì 15 novembre - Aggiornato alle 12:19

Carabiniere trovato senza vita: il mistero di Luis Miguel Chiasso: «Ero io Adam Kadmon»

Luis Miguel Chiasso

di F.T.

Per lunghe ore i familiari e gli amici più cari hanno sperato che fosse solo un incubo o un brutto, bruttissimo scherzo. Purtroppo, però, il decesso di Luis Miguel Chiasso – giovane carabiniere originario di Monterubiaglio, piccola frazione nel comune di Castel Viscardo – è stato confermato direttamente ai genitori che mercoledì mattina si sono recati subito a Roma nella caserma dove il figlio, militare dell’VIII Reggimento Lazio, era di stanza.

Prime ipotesi Da quanto appreso, il giovane militare sarebbe stato trovato senza vita nella serata di martedì, all’interno della sua stanza in caserma. Al momento l’ipotesi più probabile è quella del suicidio, anche se non esistono ancora conferme in tal senso. In base ad una prima ricostruzione, il ragazzo si sarebbe sparato un colpo al petto con la sua pistola d’ordinanza.

Il sindaco Di certo che, fino all’ora di pranzo, i genitori non avevano potuto ancora vedere la salma del proprio figlio. A riferirlo è il sindaco di Castel Viscardo, Daniele Longaroni: «Sono stato informato dell’accaduto questa mattina, dalla madre del ragazzo. Anche noi non abbiamo informazioni precise e le voci che ci sono giunte fanno riferimento ad un ‘incidente’ che il giovane avrebbe avuto prima di entrare in servizio».

«Un ragazzo straordinario» Chi lo conosceva bene, parla di un ragazzo «amato da tutti e pieno di vita. Luis – racconta uno dei tanti amici – non era un ragazzo con problemi di depressione. Se veniva da me al massimo beveva succhi di frutta, conduceva una vita sanissima. Di lui non ricordo un solo passo azzardato: ci teneva tantissimo al suo lavoro e al ruolo che ricopriva. Siamo tutti sconvolti. Chiediamo la verità a partire da chi davvero abbia scritto quel post sul suo profilo Facebook». Le immagini e i video sulla pagina instagram di Luis, quasi interamente dedicata alle sue vacanze, lo dipingono come un giovane amante della vita e pieno di amici. Solo alcune di queste richiamano il suo lavoro nell’Arma, condotto con scrupolo e professionalità: quando nell’aprile dello scorso anno Luigi Preiti attentò alla vita di due carabinieri davanti a palazzo Chigi, Luis Miguel Chiasso era lì, al fianco dei suoi colleghi.

L’ultimo messaggio Sull’accaduto sarebbe stata già aperta un’indagine e la speranza è che possa essere fatta piena luce al più presto. Ad alimentare il mistero sulla morte del ragazzo è il messaggio – quasi un addio – lasciato sulla sua bacheca Facebook nella serata di martedì, intorno alle 21. Così scriveva Luis Miguel Chiasso:

«Ciao popolo. Vi prego condividete e urlate al mondo intero. Sono luis miguel chiasso qualcuno mi conosce sente le mie parole alla TV mi sono creato il personaggio con un attore di Adam kadmon, vi avevo promesso che avrei levato la maschera come faccio a sapere tante cose? Semplice. Lavoro per i servizi segreti italiani ed internazionali da tempo sto vedendo cose a noi sconosciute cose non di questo mondo ma dei nostri creatori, purtroppo sapere determinate cose porta delle responsabilità , mi resta poco da vivere so già che stanno arrivando per chiudere la mia bocca per sempre.
Anni fa giurai questo “Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina ed onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni”.
E ora popolo vi dico combattete ribellatevi fate che la mia morte non sia vana perché il popolo ha il diritto alla disobbedienza verso il governo quando questo perda legittimità agendo fuori dai limiti del mandato e il diritto all’uso consapevole dell’illegalità giustificato dallo stato di guerra che i governanti, tradendo il patto, avrebbero ripristinato:
“E se coloro che con la forza sopprimono il governo sono ribelli, i governanti stessi non possono essere giudicati altrimenti, se essi, che sono stati istituiti per la protezione e la conservazione del popolo e delle sue libertà e proprietà, le violano con la forza e tentano di sopprimerle, e quindi, ponendosi in stato di guerra con quelli che li avevano stabiliti come protettori e custodi della loro pace, sono propriamente, e con la maggiore aggravante, rebellantes, cioè a dire ribelli. Ma se coloro, che dicono che questa dottrina getta il fondamento della ribellione, vogliono dire che può dare occasione a guerre civili o disordini intestini il dire al popolo che esso è sciolto dall’obbedienza quando si perpetrano attentati illegali contro le sue libertà e proprietà e può opporsi alla violenza illegittima dei suoi governanti istituiti, quando essi violino le sue proprietà contro la fiducia posta in loro, e che perciò questa dottrina, essendo così esiziale per la pace nel mondo, non deve essere ammessa, per la stessa ragione essi potrebbero parimenti dire che uomini onesti non possono opporsi a briganti e pirati, per il fatto che ciò può dar occasione a disordini o versamenti di sangue. Se in tali occasioni avviene qualche male, esso non deve essere imputato a chi difende il proprio diritto, ma a chi viola il diritto dei vicini. Se l’uomo innocente e onesto deve, per amor di pace, cedere passivamente tutto ciò che possiede a colui che vi attenta con la violenza, vorrei che si pensasse che razza di pace vi sarebbe al mondo, se la pace non consistesse che in violenza e rapine, e non dovesse essere conservata che per il vantaggio di briganti e oppressori.” Un abbraccio Luis Miguel Chiasso (Adam)»

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