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martedì 28 settembre - Aggiornato alle 16:33

Caporalato, stranieri mai pagati e uno anche picchiato: 59enne indagato

Li avrebbe minacciati per mesi, il più vessato non aveva il permesso di soggiorno ed è stato alloggiato in una baracca fatiscente

Carabinieri al lavoro (foto archivio Troccoli)

Un uomo di 59 anni già domiciliato ad Assisi ma oggi dimorante a Stroncone è indagato per caporalato aggravato e favoreggiamento all’immigrazione clandestina allo scopo di lucro di cittadini. I carabinieri hanno bussato alla sua abitazione notificandogli la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e dell’obbligo di dimora al termine delle indagini dei militari del Nucleo ispettorato del lavoro e dei carabinieri di Santa Maria degli Angeli che hanno ricostruito le condizioni in cui per alcuni mesi ha impiegato sei lavoratori, di cui cinque extracomunitari e uno di loro anche privo di permesso di soggiorno.

Caporalato in Umbria Secondo gli accertamenti l’imprenditore agricolo non avrebbe mai pagato gli addetti, tre dei quali erano occupati in nero, né gli avrebbe mai versato i contributi. Tre di loro nell’ottobre scorso si sono presentati dai carabinieri e hanno denunciato tutto, raccontando anche che il giovane senza permesso di soggiorno era stato alloggiato in una baracca e in almeno un’occasione era stato anche picchiato dall’imprenditore, che avrebbe anche tentato di farsi pagare per regolarizzare la sua presenza in Italia.

Stranieri mai pagati e minacciati I lavoratori provenienti dalla Costa d’Avorio, dalla Repubblica Domenicana e dal Gambia, secondo le indagini dei militari, hanno lavorato alla ristrutturazione e alla sistemazione agricola all’interno di un maneggio del comprensorio di Assisi, per dieci ore al giorno, senza riposi, né ferie, oltreché esposti a gravi pericoli per l’assenza anche minima del rispetto delle norme sulla sicurezza e prevenzione degli infortuni.

Bersagliato il gambiano senza permesso di soggiorno Durante l’ispezione è stata anche trovata la baracca in cui era stato alloggiano il gambiano senza permesso di soggiorno: l’ambiente è risultato privo del letto, dei servizi igienici, di energia elettrica, acqua e gas e delle misure antincendio. Verso tutti i lavoratori sfruttati l’imprenditore, è questa la ricostruzione dei carabinieri, aveva instaurato un grave stato di intimazione, minacciandoli continuamente di licenziamento. L’accanimento peggiore, però, è stato riservato al gambiano che veniva vessato e bersagliato con insulti razzisti, oltreché costretto a lavorare anche più degli altri perché gli era stato dato l’alloggio fatiscente. 

A carico dell’uomo sono scattate anche 26 mila euro di multa per violazioni in materia di tutela sul lavoro, ma anche altre accuse penali. Sì, perché, secondo le indagini, il 59enne una volta entrato nel maneggio si sarebbe appropriato indebitamente di un ciclomotore, gettandone la targa in un cassonetto, oltreché di attrezzature da lavoro con una valore stimato in 15 mila euro, per poi minacciare ripetutamente anche il proprietario di questi beni. L’imprenditore agricolo deve anche rispondere di atti persecutori nei confronti del proprietario di un immobile commerciale che aveva preso in locazione senza mai pagare i canoni, ma che non aveva tardato a minacciare pesantemente quando l’uomo aveva tentato di farsi pagare.

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