di Chiara Fabrizi
«E’ una bellissima caserma, fossero tutte così saremmo tutti più felici. Naturalmente non c’è nessuna intenzione di dismetterla e vediamo se in futuro sarà possibile dargli il valore che merita».
FOTOGALLERY: LA VISITA
VIDEO: LE PAROLE DEL GENERALE
Capo di Stato maggiore a Spoleto Queste le parole del Capo di Stato maggiore dell’Esercito, il generale Danilo Errico, che mercoledì mattina è atterrato con l’elicottero militare direttamente nella caserma Garibaldi di via Cerquiglia, dove è di stanza il Secondo battaglione Cengio dei Granatieri di Sardegna. Qui il generale Errico avrebbe compiuto un accurato sopralluogo, dopodiché ha raggiunto il municipio dove è stato accolto dal sindaco Fabrizio Cardarelli, presenti anche alcuni assessori e consiglieri comunali.
Ipotesi potenziamento caserma Dopo un breve briefing a porte chiuse, lo stesso primo cittadino, alla presenza del Capo di Stato maggiore, ha rivelato che nei giorni scorsi a Roma era già avvenuto un incontro tra i due, confermando di fatto i rumors che da giorni rimbalzano in vari ambienti sull’ipotesi di potenziamento della caserma Garibaldi di via Cerquiglia, che ha immobili e spazi all’interno del vasto perimetro militare capaci di accogliere molti più uomini di quelli che attualmente compongono il Secondo battaglione Cengio. E le parole del generale Errico in un certo senso confermano l’ipotesi di potenzialmente della caserma, anche se sugli sviluppi al vaglio per ora nessuno si sbilancia.
L’impegno per il Centro Italia terremotato L’incontro col Capo di Stato maggiore ha rappresentato per il sindaco anche l’occasione per ringraziare Esercito «per l’impegno profuso per l’emergenza sisma, durante la quale, fin dai primi istanti, i militari ci hanno supportato e sostenuto». Il generale Errico: «E’ vero che non siamo Protezione civile, ma siamo al servizio della nazione in qualsiasi momento e in qualsiasi provincia, tanto che fin dalle prime ore seguite al sisma del 24 agosto abbiamo avuto militari impegnati. Recentemente a L’Aquila abbiamo istituito, su volere del ministro, il battaglione Orta a disposizione del Centro Italia, con militari di capacità di duale, quindi mezzi materiali e competenze, per intervenire in caso di calamità».
