sabato 16 dicembre - Aggiornato alle 23:23

Calciatore si arrampica sull’albero per fuggire dalla polizia: arrestato ma subito libero

Perugia, agenti inseguono presunto pusher che cade dalla pianta e li aggredisce. Gip: «Versioni divergenti tra lui e le divise»

Polizia in azione (foto archivio)

di Enzo Beretta

Il giudice Lidia Brutti ha rimesso in libertà un calciatore ghanese di 27 anni arrestato dalla polizia di Perugia sabato sera al termine di un inseguimento iniziato in via Quieta. Secondo il giudice «non sussistono gravi indizi» per quanto riguarda la sua presunta attività di spaccio diversamente dalle altre ipotesi di reato riguardanti la resistenza a pubblico ufficiale e le lesioni provocate agli agenti.

La caduta dall’albero Sabato sera – è stato ricostruito – il ghanese è stato notato in via Quieta insieme ad un altro straniero che si è dileguato quando ha visto avvicinarsi la pattuglia. Anche lui ha tentato di fuggire entrando in un campo di gioco – si apprende – scavalcando una recinzione e aggrappandosi a un albero dal quale sarebbe «scivolato cadendo rovinosamente a terra» qualche istante dopo. A quel punto – prosegue il verbale – è iniziata la colluttazione durante la quale l’indagato ha sferrato alcuni calci contro i poliziotti che, per bloccarlo, hanno dovuto perfino richiedere l’intervento dei colleghi.

Il calzino dei pusher nelle mutande Negli slip la polizia gli ha trovato «un calzino nero normalmente utilizzato dai pusher per occultare le dosi pronte allo spaccio» e tre cellulari in tasca. Inoltre dagli accertamenti radiologici eseguiti in ospedale «veniva attestata la presenza di corpi estranei nello stomaco» ma tre giorni dopo l’arresto – piantonato in Neurochirurgia «per le fratture vertebrali riportate a causa della caduta» – non ha ancora espulso corpi estranei. «La presenza di ovuli nello stomaco» non è stata confermata neppure dal medico e l’indagato, seppur avvisato del pericolo, ha negato di aver ingerito droga.

«Versione divergente dalla polizia» Contrariamente a quanto risulta dai referti medici dei poliziotti che hanno riportato lesioni il ghanese ha escluso di aver opposto resistenza: «A suo dire – è spiegato nel provvedimento del giudice – si trovava assieme a un nigeriano irregolare già raggiunto da un provvedimento che ne vietava la permanenza a Perugia, fuggito alla vista della polizia; mentre l’indagato tentava di spiegare ai verbalizzanti le ragioni della fuga dell’amico è stato colpito al volto, così è fuggito a sua volta e nella corsa è scivolato e caduto, battendo a terra la schiena». «Ricostruzione chiaramente divergente rispetto a quanto verbalizzato dagli operatori – sottolinea il gip – mentre le lesioni refertate ai poliziotti costituiscono riscontro alla resistenza che il 27enne ha opposto al loro intervento per bloccarlo al termine dell’inseguimento».

Il giocatore del Papiano Nonostante «elementi sintomatici» della detenzione di droga – il calzino negli slip, la fuga dalla polizia, «il primo esito dell’accertamento radiografico compatibile con la presenza di oggetti di forma ovoidale nello stomaco» e i cellulari – al momento della decisione del gip era ancora «incerto se effettivamente avesse ingerito involucri contenenti droga». Nonostante «la resistenza all’intervento della polizia denoti insofferenza ai controlli delle forze dell’ordine che può essere ragionevolmente collegata alla volontà di celare situazioni illecite che, in concreto, non risultano adeguatamente accertate». L’indagato, per il quale si prospetta un lungo recupero e «un prolungato periodo di riposo assoluto a letto», finora «è stato impegnato in un’attività sportiva dilettantistica come giocatore nella squadra del Papiano dove ha percepito un modesto compenso mensile».

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