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Cacciatore ferito al volto da un colpo, 40 camici bianchi intervenuti: «Mai niente di simile»

E' stata una dura prova per il personale sanitario del Santa Maria della Misericordia di Perugia, circa 40 camici bianchi infatti hanno agito per soccorrere F.C. l'uomo raggiunto da un colpo d'arma da fuoco al volto, mentre era a caccia.

Sala operatoria ( foto generica)

di Maurizio Troccoli e Francesca Marruco

E’ stata una dura prova per il personale sanitario del Santa Maria della Misericordia di Perugia, circa 40 camici bianchi infatti hanno agito per soccorrere F.C. l’uomo raggiunto da un colpo d’arma da fuoco al volto, mentre stava partecipando ad una battuta di caccia al cinghiale a San Venanzo.

E’ giunto alle 19 al pronto soccorso e subito si è dovuto procedere ad intubarlo, con enormi difficoltà «a causa della massiva emorragia». Poi subito in sala operatoria. E’ durato cinque ore l’intervento chirurgico al volto del 55enne rimasto ferito durante una battuta di caccia al cinghiale a San Venanzo. L’operazione compiuta all’ospedale perugino Santa Maria della Misericordia da Luigi Gallucci, Marco Rossetti, Diletta Marinetti e dal professore Gianpiero Ricci, insieme all’anestesista Giulio Minelli, si è conclusa intorno all’una di notte. L’uomo è stato poi trasferito al reparto di Rianimazione, affidato alle cure degli infermieri specialistici Rita Verdoliva, Donika Naqellari e Sabrina Martellotti.

La prognosi rimane ancora riservata. Quello che si è riuscito ad apprendere è la delicatezza del quadro clinico del paziente giunto in ospedale. «Il volto devastato dal colpo», che sarebbe partito «accidentalmente, a causa di una caduta» del cacciatore che insieme al 55enne era andato a compiere una battuta di caccia al cinghiale e dal cui fucile è partito il colpo, almeno stando al suo racconto.

Mai niente di simile «In tanti anni di mia attività professionale non ho mai visto una ferita da arma da fuoco così devastante, profonda ed estesa» avrebbe confidato il dottor Gallucci, all’uscita dalla sala operatoria a fonti ospedaliere. Si è proceduto quindi ad una «tracheotomia d’urgenza e ricostruzione dei tessuti facciali determinati da fracasso facciale causato da colpo d’arma da fuoco. Lesioni locali gravissime ed è stata domata una massiccia emoraggia»

Sinergia «Se questo caso andrà a buon fine, e ce lo auguriamo con tutto noi stessi, – ha commentato Il professore Ricci – sarebbe una ulteriore dimostrazione della sinergia che questa struttura ospedaliera riesce ad esprimere tra i vari reparti, da quelli dell’emergenza, alla Rianimazione, all’Otorino Laringoiatra, fino alle sale operatorie, compreso tutto il personale» che in questo caso è quantificabile in 40 camici bianchi intervenuti.

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