sabato 25 maggio - Aggiornato alle 17:05

Borgogiglione, i carabinieri attesi oggi per il dissequestro del bioreattore

I sigilli erano stati posti a fine 2016 nell’ambito dell’inchiesta «Spazzatura d’oro»

Il Corpo forestale dello stato nel 2016 a Borgogiglione (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Sono attesi per le 14 di oggi a Borgogiglione i carabinieri del Nipaf, il Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale, che procederanno alla rimozione dei sigilli dall’area refitting della discarica gestita da Tsa, azienda presieduta da Alessia Dorillo, che svolge anche le funzioni di custode giudiziario. Il bioreattore di Borgogiglione era stato sequestrato a fine 2016 dall’allora Corpo forestale dello Stato nell’ambito dell’inchiesta «Spazzatura d’oro», che aveva coinvolto il management di Gesenu e Tsa; al centro dell’indagine l’accusa di non aver effettuato o di averlo fatto in modo parziale le operazioni di recupero previste dall’appalto. Della maxi gara da un miliardo di euro si è occupata anche la Sezione regionale della Corte dei conti dell’Umbria, che ha chiesto a Gesenu, Gest e Tsa di restituire 25 milioni di euro, cioè la cifra che secondo l’accusa è stata fatturata ai Comuni, e quindi ai cittadini, per servizi mai svolti. La richiesta di dissequestro è stata presentata dagli avvocati di Tsa, Anna D’Alessandro e Franco Libori, ed è stata accolta dal gip Carla Maria Giangamboni.

Nel corso della giornata il servizio completo

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