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mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 13:46

«Borghi sicuri»: il crimine nella Provincia di Perugia suddivisa in 8 aree di intervento

Sono 59 i Comuni interessati. Il questore Bellassai: «Ogni zona ha esigenze e problemi diversi, collaboreremo con le polizie locali»

di En.Ber.

Presentato stamani in questura a Perugia il «Progetto Borghi sicuri» che attraverso l’analisi dell’andamento criminale nell’intera provincia ha consentito di scomporre idealmente il territorio in otto aree: il capoluogo, ovviamente, ma anche Assisi, Città di Castello, Gubbio, Foligno, Spoleto, Città della Pieve (città in cui spesso si trova il premier Mario Draghi) e Todi.

59 Comuni interessati «Il controllo del territorio è la cosa più importante – ha spiegato il questore Giuseppe Bellassai nel corso di una conferenza stampa -. Vogliamo creare un rapporto ancora più forte tra la Polizia e le collettività dei 59 Comuni interessati. È evidente che ogni territorio ha proprie peculiarità, problemi ed esigenze differenti, e proprio per questo motivo sarà massima la collaborazione con le amministrazioni locali».

Le riunioni operative Dal punto di vista operativo sono previste riunioni settimanali alle quali parteciperà il questore, il capo dell’Anticrimine, collante delle forze impegnate, e i vari reparti in campo tra cui, appunto, l’Anticrimine, la squadra mobile, le volanti, la Divisione amministrativa e le polizie locali. Il progetto – è stato riferito – prima di iniziare ha studiato i trend criminali nella provincia attraverso i quali sono stati decisi interventi in settori diversi pianificati sulle particolari emergenze. «L’impegno che ci assumiamo – ha garantito il dirigente dell’Anticrimine, Alessandro Drago – è quello di abbassare ancora di più, se possibile, gli indici di delittuosità della provincia».

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