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lunedì 29 novembre - Aggiornato alle 21:09

Bimbo ucciso, il video della mamma inviato in Ungheria prima del delitto: «Mi arresteranno»

Poco più di 2 minuti di registrazione in cui si vede anche il piccolo Alex. Le immagini sembrano girate vicino al rudere di Po’ Bandino

©Fabrizio Troccoli

«Non me lo faranno più vedere e mi arresteranno». Lo dice Katalina Erzsebet Bradacs in carcere con l’accusa di aver ammazzato il figlioletto Alex. Le sue parole risalirebbero a poche ore prima del delitto e sono contenute in un video girato dalla stessa donna ungherese e in cui compare anche il piccolo Alex ucciso con sette coltellate e poi adagiato sul nastro trasportatore del supermercato Lidl di Po’ Bandino. Ad aver visionato le immagini, poco più di 2 minuti, è il Corriere dell’Umbria.

SETTE COLTELLATE E IL MOVENTE

Bimbo ucciso, il video della mamma inviato in Ungheria Il video sarebbe stato inviato ai familiari di Katalina ai quali la mamma del piccolo ammazzato dice: «Amo molto mio figlio e non posso vivere senza di lui. Ma non credo ci siano possibilità di riaverlo. Tutto quello che è che mi hanno tolto tutto e non me lo faranno vedere e mi metteranno anche in prigione, perché penseranno che sono scappata, anche se sono appena arrivata in vacanza per vedere l’Italia». Secondo il quotidiano, il video sembra girato nel rudere di Po’ Bandino, dove il bambino sarebbe poco dopo stato ucciso dalle sette coltellate. Come già ricostruito l’autorità giudiziaria ungherese le aveva revocato la custodia del figlio, stabilendo che la donna potesse incontrarlo sei ore al mese, peraltro non da soli, ma con la presenza di assistenti sociali. Ma Katalina scappa in Italia e il padre Norbert Juhasz chiede aiuto alla polizia ungherese, denunciando la scomparsa della compagna e del figlio. Le autorità di quel paese il 29 settembre diramano un mandato di ricerca valido, però, soltanto sul territorio nazionale, nonostante Norbert gli abbia detto che la donna probabilmente si trova in Italia. Ed è questo il motivo per cui quando i carabinieri di Chiusi, alcuni giorni prima dell’omicidio di Alex, fermano Katalina e la trovano con un coltello, si limitano a sequestrarglielo, per poi lasciarla andare. In Italia, infatti, la donna non risulta ricercata e i militari non hanno motivo di trattenerla o arrestarla. Come dice il papà, il piccolo poteva essere salvato.

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