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Bandito ucciso, carabinieri e guardia giurata indagati per omicidio. Pm: ‘Nessuno voleva uccidere’

di Enzo Beretta

Il pubblico ministero Mara Pucci ha iscritto tre persone nel registro degli indagati in seguito alla morte dell’albanese Eduart Kozi assassinato a Ponte Felcino con un colpo di pistola alla nuca. Si tratta dei due carabinieri e della guardia giurata che hanno tentato di fermare l’Audi A6 Avant, con quattro banditi a bordo, che durante la notte tra mercoledì e giovedì si è allontanata a tutta velocità dalla tabaccheria di via Messina.

CADAVERE IN AUTO: VIDEO – FOTOGALLERY

CONTROLLI RAFFORZATI E PIÙ TELECAMERE

Il pm: non è stata un’azione dolosa L’ipotesi di reato contestata ai tre riguarda l’omicidio colposo. Secondo il magistrato gli indagati, sparando, hanno superato i limiti, pur avendo una giustificazione per tirare il grilletto. In ogni modo il magistrato esclude il dolo nell’uccisione dello straniero.

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La ricostruzione balistica In questa fase dell’indagine è opportuno comprendere da quale arma provenga il proiettile che si è conficcato nella nuca dell’albanese seduto dietro in macchina. Potrebbe essere lo stesso che ha fatto esplodere il lunotto dell’Audi ritrovata qualche ora dopo, a un chilometro di distanza in via Radiosa. La vittima, abbandonata dai complici insieme alla refurtiva, quando è stata ritrovata qualche ora più tardi indossava ancora i guanti e il passamontagna utilizzato per non farsi riconoscere dalle telecamere di sicurezza dell’esercizio commerciale. L’autopsia del medico legale Sergio Scalise Pantuso sarà certamente utile a delimitare il campo delle indagini e con ogni probabilità verrà accompagnata da una consulenza balistica in grado di ricostruire l’esatta dinamica dei proiettili.

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Caccia ai tre ladri Un altro elemento determinante, sempre in quest’ottica, è la repertazione dei bossoli avvenuta dopo che il commando ha speronato l’auto del metronotte. Il quale ha anche rischiato di essere investito. Continua, intanto, la caccia ai tre ladri fuggiti che non si sono fatti troppi scrupoli di lasciare in macchina l’amico ancora agonizzante.

LA MAPPA CON LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI

Salvini solidale con indagati Sul caso è intervenuto il ministro degli Interni Matteo Salvini attraverso i suoi social: «Carabinieri e Guardia Giurata, che hanno rischiato la vita, hanno solo fatto il loro dovere: non meritano un processo, semmai un premio».